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Comune dell’Aquila, novità in materia di Durc

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«La regolarità del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) presso gli enti previdenziali provinciali) è uno dei problemi ostativi alla liquidazione, da parte del Comune dell’Aquila, dei Sal (Stato avanzamento lavori).

Gli accertamenti in materia di Durc fanno registrare un alto numero di imprese esecutrici (o ditte subappaltatrici) dei lavori di ricostruzione che non possono riscuotere quanto loro dovuto e di frequente non riescono neppure a sanare l’irregolarità previdenziale per mancanza di liquidità. Per cercare di risolvere il problema e assottigliare la congrua e preoccupante quantità di Durc irregolari che sono fermi al settore Ricostruzione privata, stiamo predisponendo, mutuando dalla disciplina pubblicistica presente nel ‘Decreto del Fare’, un elenco di pratiche in pagamento di prossima pubblicazione sul sito del Comune dell’Aquila». Lo ha detto l’assesssore alla Ricostruzione pietro di Stefano.

«Il cittadino committente o l’impresa esecutrice dei lavori – spiega l’assessore – potranno dunque conoscere, senza fare file al front-office di via Avezzano 11, lo stato della propria pratica che, qualora sospesa per irregolarità, potrà essere sanata dallo stesso Comune dell’Aquila. La novità consiste proprio in questo: basterà che il committente, destinatario del contributo di riparazione/sostituzione edilizia, autorizzi, su richiesta dell’impresa, il Comune dell’Aquila ad utilizzare una parte del contributo di indennizzo per sanare la posizione debitoria nei confronti di Inps, Inail o Cassa Edile; un modulo prestampato, scaricabile dal sito del Comune, opportunamente riempito nelle parti di competenza della Ditta e del proprietario dell’immobile, risolverà finalmente il blocco dei pagamenti Sal».

«E’ chiaro – conclude Di Stefano – che sarebbe tutto molto più semplice se gli enti previdenziali circoscrivessero l’esito dell’accertamento, come già disposto nel decreto Monti, al periodo di cantiere e non al momento della richiesta Durc, dilatando, in alcuni casi, di parecchi mesi il periodo soggetto a controllo».

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