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Avezzano, accusato di reclutare giovani per preti pedofili

Reclutatori di giovani, in prevalenza romeni, per preti pedofili. È questo uno dei punti focali delle scioccanti rivelazioni di Don Patrizio Poggi. Rivelazioni che chiamano in causa un’agenzia marsicana. Il titolare, Marcello Righettini, di Civitella Roveto, si difende e respinge ogni accusa, denunciando a sua volta il sacerdote, sospeso a divinis dopo la condanna per abusi su minori nel 2002.

Dichiarazioni, quelle dell’ex religioso, avallate e controfirmate da monsignor Luca Lo Russo, consigliere della Santa Sede, intimo di papa Bergoglio per essere stato nunzio apostolico a Buenos Aires per 10 anni e, soprattutto, avvocato canonico dell’ex sacerdote nel procedimento per la riabilitazione.

L’INCHIESTA. Nella denuncia, il sacerdote e monsignor Lo Russo hanno descritto ai carabinieri la presunta, torbida vita sessuale dei religiosi: minorenni “offerti” a monsignori e sacerdoti. Con tanto di nomi. «Sentivo il dovere di tutelare la Santa Chiesa», ha commentato don Patrizio Poggi. La denuncia shock ha portato la Procura di Roma alle porte del Vaticano e ben nove nomi di religiosi – per ora non ci sarebbero indagati – sono finiti sotto la lente degli investigatori e del procuratore aggiunto Maria Monteleone che sta cercando di fare chiarezza sulla vicenda. A garantire «la serietà di Poggi», davanti ai militari, c’era monsignor Lo Russo, che difende il sacerdote nel procedimento per la riabilitazione. Sono già tre i nomi degli indagati per sfruttamento della prostituzione minorile. E l’altro filone, relativo alla violenza sessuale, è ancora in fase preliminare.

RECLUTATORI? Il più eccellente degli accusati è Giuseppe Buonviso, ex carabiniere, già coinvolto in un giro di prostituzione minorile. Dopo la denuncia di Poggi, i carabinieri lo hanno pedinato: accompagnava un ragazzo in una chiesa. Poi ci sono Giancarlo Aleandri, amministratore della Parrocchia di San Filippo Neri, e il marsicano Righettini, direttore di un’agenzia per modelli.

LA TESTIMONIANZA. «Buonviso frequenta e dimora presso la cappella di San Lauro alla Pisana», ha raccontato Poggi, «è un promotore e organizzatore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile minorile, attraverso la quale reperisce ragazzi che introduce in Italia e mette a disposizione dei clienti». Poi l’elenco di sacerdoti e degli alti prelati: nove in tutto. «Buonviso», spiega Poggi, «con Aleandri e Righettini presenta ai clienti i ragazzi. L’ingaggio avviene utilizzando la disperazione e l’assenza di mezzi di sostentamento che caratterizzano la loro condizione sociale».

CONTRODENUNCIA. Proprio Righettini ha presentato una denuncia contro i due religiosi perché avrebbero «infangato» il suo nome e quello del programma “Belli e dannati” da lui ideato. Secondo Poggi, il giro di pedofili attingeva dall’agenzia di moda di Righettini e i ragazzi venivano presentati, attraverso altre persone che collaboravano con il programma, ai sacerdoti in questione. «Non ho mai conosciuto né sentito nominare i sacerdoti chiamati in causa», ha sottolineato Righettini, che ieri mattina si è presentato ai carabinieri di Civitella, «e nessuno era autorizzato a fotografare i ragazzi durante le prove del programma, né a divulgare i filmati». Ma le immagini sono andate in onda nel tg La7 di martedì. Righettini aggiunge nella denuncia di conoscere soloBuonviso perché aveva lavorato nello staff del programma come security e assistenza medica visto che aveva una società di ambulanze.

Fonte: Il Centro, articolo di Pietro Guida

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