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Ricostruzione, Di Stefano: «Occorre uno sforzo coeso»

«Occorre uno sforzo poderoso e coeso, a Bruxelles, per esonerare gli stanziamenti derivanti da calamità naturali dal rispetto del parametro deficit/pil, come definito da Eurostat, e permettere che le somme necessarie alla ricostruzione di territori gravemente feriti non vengano conteggiate come costo sul bilancio corrente dello Stato». A comunicarlo è l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.

«Questa interpretazione restrittiva – continua Di Stefano – della Commissione europea, che per il sisma emiliano è stata giustamente superata, non permette la contrazione di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per tutte le risorse necessarie agli interventi di ricostruzione che, ricordo, per L’Aquila continuano invece ad essere erogate con il contagocce del Cipe».

«In questo modo – aggiunge l’assessore – le risorse certe e costanti che chiediamo, e che abbiamo calcolato e inserito in un preciso documento sui criteri operativi nella ricostruzione, anziché essere spalmate per tutto il periodo pluriennale di ammortamento, andrebbero a gravare interamente sull’anno in corso e non solo sulla quota di rata corrente. La ricostruzione dell’Aquila, a causa delle oggettive difficoltà della nostra attuale finanza pubblica, è costretta a sottostare anno per anno alla disponibilità delle risorse necessarie».

«E’ uno stillicidio esasperante – sottolinea Di Stefano – e sono le imprese locali che lavorano nel comparto edilizio a rappresentare la realtà maggiormente colpita. Come nel supplizio di Tantalo, esse hanno davanti il cantiere più grande d’Europa, ma sono assediate dai debiti e costrette ai licenziamenti. Da un lato soffrono per le risorse a singhiozzo del Governo sulla ricostruzione privata, dall’altro non possono essere pagate dagli Enti locali per le realizzazioni di opere. Se passasse anche la restituzione delle tasse al cento per cento assisteremmo alla totale debacle produttiva del nostro territorio».

«E’ confortante – conclude l’assessore – sapere che il segretario Epifani abbia preso precisi impegni in questa direzione, ma è a tutta la politica italiana che chiediamo lo sforzo di inserire L’Aquila e il suo cratere tra i temi principali che il premier Letta si accinge a trattare con la Commissione Europea».

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