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La Juve soffia Tevez al Milan

A cinquantasei anni, Beppe Marotta si è tolto una delle più grandi soddisfazioni della sua carriera di dirigente sportivo, impreziosita dall’ottimo lavoro svolto al Venezia, all’Atalanta, alla Samp e, da tre stagioni a questa parte, alla Juve, ricostruita, riscudettata per due volte, rilanciata ai massimi livelli.

Non soltanto, dopo ventiquattro mesi di accanito inseguimento, il signore di Varese è finalmente riuscito a portare in bianconero il campione ricercato dall’estate 2011 coniando un termine (“[i]top player[/i]”) che sino ad oggi gli aveva portato una terribile sfiga.

L’operazione Tevez è il capolavoro dell’ex giovane direttore sportivo del Monza che, nell’86, prese il posto di Ariedo Braida, passato al Milan insieme con Adriano Galliani, nominato Numero Due sul campo da Silvio Berlusconi non appena questi rilevò il club di Via Turati.

L’operazione Tevez è anche la maledizione dello stesso Galliani, letteralmente infilato in contropiede da quello che un tempo si professava suo allievo e oggi ha beffato il maestro.

Galliani ha avuto Tevez in pugno per due volte nell’arco di diciotto mesi. All’inizio del 2012, aveva preso l’argentino grazie al denaro ricavato dalla cessione di Pato al Psg. Ma all’ultimo momento, Berlusconi (Silvio), con la benedizione di Berlusconi (Barbara) fece saltare tutto, esponendo il fedelissimo ad una figura barbina con i dirigenti del City e del Saint Germain, i quali non hanno mai dimenticato.

Alla fine di giugno 2013, Galliani era riuscito a bloccare di nuovo Tevez, fiutando il pericolo Juve. Ma, di nuovo, è stato frenato dal proprio datore di lavoro e dallo stallo in cui il Milan si è ritrovato poichè l’ordine del proprietario è stato tassativo: prima si vende e poi si compra. Elkann e Agnelli hanno fatto il contrario e Marotta ha infilato Galliani, giocando di sponda con Paratici, un signore di cui si parla sempre troppo poco, ma che sta a Marotta come la sua ombra.

Chissà che cosa dirà Galliani a Kia Joorabchian, l’agente di Tevez, la prima volta che l’incontra. La foto del trio sorridente a pranzo, aveva fatto il giro del mondo quando sembrava che Carlitos fosse già milanista.

E, pur di stoppare l’avanzata della Juve, la settimana scorsa Adriano non aveva esitato a piantare in asso gli sponsor del Milan, in crociera in Grecia, saltando su un aereo privato per piombare a Milano e fiondarsi da Kia, ufficialmente in Italia per discutere con Leonardo come liberare Ancelotti dal Psg.

Quando Galliani cerca Tevez, c’è sempre il Psg di mezzo. Ma a chiudere il cerchio è stato Marotta..

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