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Case e Map, Assemblea Cittadina: «Serve trasparenza»

«I dati diffusi in questi giorni dal presidente della Commissione di Garanzia del Comune di L’Aquila hanno evidenziato le anomalie in merito agli alloggi del progetto Case e Map. L’indagine, in merito alla popolazione ad oggi assistita, ha fornito risultati divergenti da quelli comunicati dal Comune, relativamente agli alloggi liberi o occupati in maniera impropria.

Solo ieri, in seguito all’attenzione suscitata dal caso, sul sito del Comune, nella Sezione “Assistenza alla Popolazione”, è stato pubblicato un avviso con l’elenco degli alloggi liberi al 24 giugno 2013, che risultano essere pari a 6 alloggi del progetto Case e 4 alloggi dei Moduli Abitativi Provvisori. Nell’elenco sono indicate anche le zone e la metratura. Permane, comunque, la discordanza con il dato in possesso della Commissione di Controllo che si avvicina a cento». A sottolinearlo, attraverso una nota, è l’Assemblea Cittadina dell’Aquila, che fa presente di aver dedicato «molti incontri al tema dell’assistenza alla popolazione, con la presenza degli assessori Giustino Masciocco e Fabio Pelini, insieme con alcuni consiglieri comunali e all’Ordine degli Avvocati».

«Le richieste avanzate, in particolare la pubblicazione aggiornata degli elenchi degli assegnatari del progetto Case e Map, ma anche degli elenchi del Fondo Immobiliare e Affitto concordato – prosegue la nota – si sono sempre scontrate con la mancanza di trasparenza ed informazione, da sempre invocata dai cittadini. Ancora oggi, dagli elenchi pubblicati sul sito del Comune, non è possibile evincere il dato reale: si parte dagli elenchi delle prime assegnazioni da parte della Protezione Civile, per arrivare sino agli elenchi dal 16 gennaio 2012, quando il servizio è stato trasferito dalla Struttura Gestione per l’Emergenza al Comune di L’Aquila, fino al 30 aprile 2013. Tali elenchi, però, non comunicano tra di loro, nel senso che ognuno è aggiuntivo all’altro, senza tener conto delle variazioni intervenute: decessi, disaggregazioni di nucleo, rinuncia da parte dell’assegnatario, opzione dell’autonoma sistemazione, cambio di alloggio. Per assurdo, facendo la somma dei nuclei presenti in tutti gli elenchi, si giunge ad un numero riguardante la popolazione assistita pari quasi al doppio di quella reale».

«In questo labirinto di dati e di numeri – sottolineano i portavoce dell’Assemblea Cittadina – si inserisce, come da dichiarazioni rese nello scorso mese di aprile dallo stesso assessore all’Assistenza alla Popolazione ai componenti della Commissione di Garanzia, il gravissimo risvolto clientelare delle assegnazioni, in virtù delle pressioni esercitate da parte di alcuni consiglieri comunali. Nelle dichiarazioni del presidente della Commissione di Garanzia, emerge, tra l’altro, la notizia di 60 alloggi non censiti: su questo dato avanziamo un’ipotesi che trova origine in una delle tante domande, che, nel corso degli ultimi anni, l’Assemblea Cittadina e prima ancora, sin dal dicembre 2009, l’Associazione Onlus Cittadini per i Cittadini hanno rivolto agli allora assessore all’assistenza alla Popolazione ed al Presidente della Commissione di Garanzia, direttamente ed a mezzo stampa. Dovrebbe essere noto che la Banca d’Italia ha donato 8.100.000,00 euro. Sappiamo che nell’area del progetto Case di Bazzano sono stati costruiti edifici riservati a dipendenti e pensionati della Banca d’Italia, per un totale di 90 alloggi, di cui 60 nella piena disponibilità della stessa Banca, e 30 inseriti nel sistema Gioiello. Chiedemmo, allora, come fosse stato possibile che una Banca potesse costruire su un terreno espropriato d’urgenza; chiedemmo come fosse possibile gestire in proprio 60 alloggi per l’emergenza abitativa, come fosse possibile che 60 nuclei familiari si trovassero ad essere più fortunati delle miglia di nuclei che, in quei terribili giorni, furono costretti a fare i conti con i colloqui, le dimostrazioni di cittadinanza, di proprietà della casa inagibile, o di affitto, e con il famigerato sistema Gioiello. L’allora assessore Giustino Masciocco ci informò che era in atto una Convenzione stipulata tra la Protezione Civile e la Banca d’Italia. Forse, potrebbero essere proprio questi i 60 alloggi che ancora oggi sfuggono al conteggio e, presumiamo, anche al controllo: dopo quattro anni di assoluta opacità su questa questione, chiediamo maggiore chiarezza e una risposta che non può più attendere. L’Assemblea chiede, altresì, proprio in nome della trasparenza sulla quale basa tutta la sua azione, che vengano resi noti, negli elenchi di assegnazione, anche il numero dei componenti di ogni nucleo familiare e il numero dei mq. dell’abitazione concessa in comodato d’uso».

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