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Case e Map, al via indagine interna

di Antonella Calcagni

Punto per punto, l’assessore Fabio Pelini cerca di smontare la “teoria accusatoria” del presidente Raffaele Daniele dalla quale emergerebbero dati discordanti sulla gestione del progetto Case e dei Map.

In primo luogo Pelini ricorda di aver avuto a disposizione solo 5 unità di personale, sottolineando che le incongruenze fra le varie banche dati derivano dai ritardi accumulati nell’inserimento dei dati. La Sge, che ha lavorato con 38 persone, ha riconsegnato 60 alloggi a disposizione. Sul caos dei dati relativi al 29 marzo scorso, l’assessore ricorda che quello era il periodo del passaggio del consegne, inoltre la banca dati dell’emergenza non era aggiornata in tempo reale. Di qui le incongruenze che hanno portato a rendere perfino i defunti, beneficiari del Cas.

«Molto spesso la colpa è anche delle famiglie che non comunicano il decesso. Non c’è alcun rischio di danno erariale, comunque. Di prassi, nel caso in cui si accerta un compenso non dovuto, viene subito chiesta la restituzione – si difende Pelini – Esiste invece il problema di 6 appartamenti, non 60, non censiti di cui non si trovano le chiavi. Per questo particolare aspetto sarà avviata una indagine interna. Qualora fosse confermato il dato presenteremo una denuncia contro ignoti perché il Comune e parte lesa».

L’assessore Fabio Pelini difende a spada tratta i suoi dipendenti e grida al complotto e allo scandalismo anche se le incongruenze sui dati dell’assistenza alla popolazione restano. Le banche dati sembrano non dialogare tra loro; un problema che andrebbe risolto una volta per tutte. Pelini concorda, ma va subito al contrattacco: «C’è un clima particolare all’interno della macchina comunale nei confronti del mio partito che cerca invece trasparenza per eliminare rendite di posizione trasversali e interessi particolari».

L’assessore non lo dice, ma lascia intendere che il bubbone sulla gestione di Progetto Case e e Map sia scoppiato, come un meccanismo a orologeria, proprio qualche giorno dopo il blitz sulle convenzioni urbanistiche (sempre targato Rc). La procedura adottata dal presidente Raffaele Daniele sarebbe stata scorretta: «Avrebbe dovuto confrontarsi con me – dice l’assessore – prima di sparare questi dati. Ha agito così solo per avere un po’ di visibilità. La verità è che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Si criminalizza la “giornata” (contributo relativo ad un solo giorno) di Cas percepita da un morto, ma non si osserva il risparmio di milioni di euro sul contributo ottenuto grazie al censimento».

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