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«Stop ai motori nelle strade sterrate del Parco»

«Le strade di penetrazione nelle valli del Parco e dell’area contigua costituiscono un reale e serio problema per le attività di conservazione della natura e delle specie animali in particolare. Per questo, in passato, l’ente Parco ha provveduto a chiuderne alcune e tentato di chiuderne altre, chiamando alla collaborazione i comuni interessati. Non sempre, purtroppo, raggiungendo il risultato auspicato. Infatti, ad oggi, ancora troppe sono le strade sterrate aperte al traffico motorizzato o chiuse soltanto con ordinanza sindacale, difficile o praticamente impossibile da far rispettare». A sottolinearlo, attraverso una nota, sono i portavoce del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

«Il traffico motorizzato sulle strade forestali – prosegue la nota – costituisce un reale e grave pericolo per la fauna protetta e, specialmente, per le specie più rare e preziose come l’orso bruno marsicano, che vede invaso il proprio habitat da fuoristrada, quad e mototrail che creano grande trambusto, rumore e disturbo, danneggiando anche boschi, prati e pascoli. Così gli animali vengono scacciati dai luoghi di loro abituale dimora e ciò determina la dispersione e l’assunzione, a volte, di comportamenti inusuali. Senza dire che la presenza incontrollata di questi mezzi determina sicuro disturbo anche alle attività escursionistiche, sulle quali si basa buona parte del turismo della zona».

L’ente Parco, nel quadro delle attività del Progetto Life Arctos, ha elaborato, d’intesa con i partner e in particolare con il Corpo Forestale dello Stato che è titolare della relativa azione, un piano di assetto e di gestione di queste strade, che «dovrebbero essere sbarrate e utilizzate esclusivamente dai cittadini naturali del luogo e previa autorizzazione per ragioni di lavoro o di esercizio di diritto di uso civico».

L’ente Parco plaude all’iniziativa di alcuni abitanti di Scanno, riportata dalla stampa nei giorni scorsi, che sollecitano la chiusura della strada delle sorgenti del Tasso e ne apprezza molto lo spirito che la distingue. «In passato, in occasione di incontri e riunioni di lavoro, – si legge ancora nella nota – il Parco ha avuto peraltro modo di segnalare la questione, per cui l’auspicio è che il Comune possa presto adottare un così importante provvedimento, segnando in modo assolutamente positivo l’esordio della nuova amministrazione nella gestione del territorio. L’auspicio è anche che tutti gli altri comuni del Parco e dell’area contigua coinvolti, aderiscano alle proposte del Parco e del Corpo forestale dello Stato, dimostrando così lungimiranza e capacità di partecipazione alla conservazione della natura e, nel contempo, di tutela degli interessi degli abitanti locali titolari di diritti di uso civico, da esercitare in modo regolamentato e organizzato».

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