IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Ricostruzione, «Le imprese non devono anticipare quote»

«Nei lavori di ricostruzione sarebbe opportuno non creare disagio e ostacoli e garantire la non anticipazione di quote» in tal modo la cittadina Enza Blundo aveva illustrato nell’aula del Senato uno tra gli emendamenti da lei presentati al Decreto sull’emergenze, licenziato ieri alla Camera con voto di fiducia.

«Si voleva richiedere – afferma la Blundo – che l’autocertificazione attestasse solo i pagamenti delle fatture dei fornitori relativi ai lavori effettuati nel precedente Sal, ciò per evitare anticipi a carico delle imprese, non da tutti sostenibili e che avvantaggiano le grandi imprese. Questo emendamento era stato presentato con lo scopo di rimediare all’annoso problema di aziende medie e piccole in difficoltà economiche a causa dei mancati pagamenti; tuttavia, come ampiamente anticipato dalla cittadina al Senato, l’applicazione di tale disposizione rallenterebbe ancora di più la riparazione degli immobili danneggiati dal sisma».

«Nonostante la rappresentante del M5S – prosegue la Blundo – abbia espresso in modo chiaro la sua contrarietà al testo proposto dal governo e appoggiato dagli altri gruppi parlamentari, la maggioranza ha deciso con voto contrario di continuare con la propria linea, senza tener conto di quanto evidenziato. Le ditte titolari degli affidamenti da parte dei privati si trovano ora costrette a dover anticipare con propri fondi le fatture di fornitori e subappaltatori».

«Data l’oggettiva complessità della situazione – conclude La Blundo – bisogna ora rispondere celermente alla giusta protesta di quanti, ricalcando il pensiero espresso dalla cittadina al Senato, manifestano perplessità sulla norma. È necessario, dunque, che il mondo politico si renda conto della profonda crisi in cui viviamo, e del rischio che si aprano, con le ditte locali depauperate della forza cantierabile, ulteriori spazi all’arrivo di grandi imprese le quali, beneficiando di questo comma, e contando su liquidità importanti, toglieranno risorse alla traballante economia locale».