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Ricostruzione, la Camera dice sì

Via libera della Camera al Decreto emergenze ambientali, che include, tra l’altro, misure volte a sostenere la ricostruzione dell’Aquila in seguito al terremoto del 6 aprile 2009.

Il decreto include una serie di disposizioni destinate a fronteggiare situazioni di criticità e di emergenza in alcune aree del territorio nazionale legate al verificarsi di eventi sismici, ma anche alla gestione dei rifiuti e a problematiche di carattere ambientale.

Quella sul decreto emergenze è la prima questione di fiducia posta dall’esecutivo Letta.

La Camera – dopo aver votato la questione di fiducia posta dal Governo e aver esaminato gli ordini del giorno – ha dunque approvato in via definitiva il disegno di legge – già approvato dal Senato – di conversione con modificazioni del decreto-legge 26 aprile 2013, numero 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015.

L’articolo 7 del decreto prevede una serie di interventi in favore dei territori della regione Abruzzo colpiti dal sisma del 2009 volti ad «assicurare la prosecuzione delle misure economiche di assistenza abitativa e delle funzioni istituzionali territoriali in favore della popolazione, utilizzando a tal fine le risorse programmate con la delibera CIPE 135 del 2012».

I commi 6-ter e 6-quater, introdotti nel corso dell’esame al Senato, prevedono la proroga o il rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa per le ultimative emergenziali esigenze di personale al fine di assicurare la continuità delle attività di ricostruzione.

L’articolo 7-bis reca norme per la concessione di contributi a privati, per la ricostruzione di immobili. Il comma 1 dell’articolo 8, al fine di garantire la prosecuzione delle attività volte alla rimozione delle macerie, consente l’impiego di personale e mezzi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e delle Forze Armate per lo svolgimento delle operazioni di movimentazione e trasporto ai siti di stoccaggio autorizzati dai comuni dei materiali.

Il comma 7 stabilisce le modalità attraverso le quali le Forze Armate continuano a concorrere ai servizi di vigilanza e protezione del territorio dei comuni terremotati.

Il comma 5-bis dell’articolo 8, inserito durante l’esame al Senato, è volto a ripristinare lo stanziamento di 1 milione di euro previsto, per il 2013, dall’articolo 1, comma 1, del D.L. 195/2009, al fine di rafforzare il monitoraggio del rischio sismico attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie.

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