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Ingv: «Nel 2009 concause irripetibili»

All’inaugurazione della sede distaccata dell’Ingv nel centro storico dell’Aquila hanno partecipato anche i sostituti procuratori della Repubblica dell’Aquila, Fabio Picuti e Roberta D’Avolio, i magistrati che oltre ad aver seguito la maxi inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati (220 circa) nel post-terremoto, hanno chiesto e ottenuto la condanna a sei anni di reclusione dei sette membri della Commissione Grandi Rischi (Cgr) tra cui l’ex presidente, Enzo Boschi.

Commentando la sentenza, del 23 ottobre 2012, il neo presidente Gresta ha dichiarato: «Dal nostro punto di vista, è chiaro che la nostra reazione è stata quella di forte turbamento di fronte alla sentenza anche perchè io personalmente conosco tutti quanti i componenti della Commissione Grandi Rischi. Conosco l’ex direttore del Centro nazionale terremoti. Io ritengo che si sia trattato di una serie di concause irripetibili. Noi cerchiamo molto correttamente di fare il nostro mestiere al meglio delle nostre possibilità. Il nostro mestiere è quello innanzitutto di scienziati e poi di essere aperti nel divulgare quelle che sono le informazioni, i risultati delle nostre ricerche. Chiuque va sul nostro sito web vede che tutto quello che possiamo rendere disponibile lo facciamo, ovviamente nei tempi necessari perchè i risultati siano consolidati».

«Io ritengo – ha aggiunto – che nel 2009 si sia trattato di una serie di concause in cui stranamente una riunione della Commissione Grandi Rischi è stata tenuta a porte aperte, è stata tenuta probabilmente con la non completa serenità e possibilità di valutare tutte quante le situazioni».

«Il problema è un altro», ha detto sullo stesso argomento il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. «Noi non possiamo chiedere all’Ingv le previsioni, il giorno, l’ora, l’intensità di un evento sismico – ha argomentato – Una cosa è studiare come si fa in tutto il mondo, i problemi sismici, l’altra è la componente che appartiene poi ad un paese che ha le sue regole, di costruire in modo sicuro».

«Mi ha invitato l’Ingv – ha detto il pm Fabio Picuti – e sono stato molto contento di questo invito. Non me lo aspettavo ma non c’è stato imbarazzo perchè l’Ingv è un Istituto nazionale quindi fa parte del patrimonio scientifico ed istituzionale del nostro Paese. Questa isola di cultura e di scienza in un centro storico ancora deserto, è importantissima per la città. Poi l’Ingv è sempre un importante Istituto che pone molta attenzione all’Aquila».

«Con l’Ingv c’è collaborazione – ha aggiunto Picuti – anzi nei processi che abbiamo fatto per il terremoto, i dati scientifici che ci ha fornito l’Ingv hanno contribuito all’accertamento dei fatti e della verità. Abbiamo gratitudine nei confronti dell’Ingv».

Picuti, insieme alla collega Roberta D’Avolio, ha portato avanti la maxi inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati (220 circa) a seguito del terremoto del 6 aprile del 2009. Entrambi hanno chiesto e ottenuto dal Tribunale dell’Aquila, la condanna a sei anni di reclusione dei sette membri della Commissione Grandi Rischi (tra cui l’ex presidente dell’Ingv, Enzo Boschi) che si riunì all’Aquila, una settimana prima della scossa devastante che portò alla morte di 309 persone.

L’accusa per tutti era quella di avere minimizzato i pericoli nei giorni antecedenti il terremoto. Oltre a Boschi sono stati condannati, Franco Barberi, presidente vicario della Cgr, Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico del Dipartimento della protezione civile; Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre, responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di fisica presso l’Universita’ di Genova; Mauro Dolce, direttore dell’ufficio sismico del Dipartimento di protezione civile; Giulio Selvaggi, allora direttore del Centro nazionale terremoti dell’Ingv.

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