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Comune truffato, giovane aquilano sospettato beneficiario

Avviate due inchieste, quella della Procura e quella interna del Comune, per capire come sia stato possibile che sia stata liquidata a chi non ne aveva diritto la bella somma di 180mila euro spettanti, invece, al titolare di un terreno che fu occupato da una tendopoli.

Intanto la Finanza, sulla scorta di una denuncia penale fatta dallo stesso ente, ha individuato il beneficiario che illecitamente ha ottenuto quella somma. Si tratta di un trentenne aquilano, che è nell’inchiesta, per l’appunto, dopo la segnalazione effettuata dallo stesso ente alla magistratura. Sembra che la somma sia stata già recuperata dalla Finanza ma l’ente, forse per autotutela, ha ingiunto ufficialmente al giovane di restituire la somma visto che si tratta di un pagamento privo di causale e scaturito da un’operazione illecita.

La tesoreria comunale, del resto, aveva già provveduto all’erogazione della somma che, invece, doveva essere accreditata al titolare del sito che si trova a Sant’Elia. Le due inchieste ora cercano di scoprire in quale settore del Comune ci sia stata la contraffazione dell’atto e chi ne sia l’autore visto che potrebbe essere anche persona estranea all’ente. Ma una domanda sorge comunque spontanea. Ci si chiede come sia stato possibile architettare un raggiro così sostanzioso in maniera tanto grossolana senza pensare che tutto sarebbe venuto alla luce in tempi rapidi come è poi avvenuto.

Una domanda che si è fatta anche l’assessore comunale alle Finanze Lelio De Santis: «Abbiamo avviato un’indagine interna e siamo arrivati alla determinazione che la contraffazione è stata fatta probabilmente da chi aveva accesso negli uffici ma non è dipendente comunale». Lo stesso assessore ha detto che già in passato, resosi conto dell’eccessivo viavai all’interno degli uffici da parte di estranei, aveva sostenuto la necessità di limitare gli orari di accesso al pubblico.

L’assessore, inoltre, ritiene che a fronte della informatizzazione degli uffici sarebbe opportuna una riduzione dell’uso del materiale cartaceo per le pratiche, soprattutto per quelle riguardanti la ricostruzione dove girano tanti soldi. «Questa sarà certamente l’occasione per velocizzare tale concetto», commenta De Santis, «anche perché, se le pratiche fossero state informatizzate, questo imbroglio non ci sarebbe mai stato». Aumentati i controlli, ovviamente, su tutte le pratiche che possono essere considerate a rischio.

Fonte: Il Centro, articolo di Giampiero Giancarli