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Valle Subequana, alla riscoperta della nostra terra

di Roberta Galeotti

Avventurarsi alla scoperta della nostra terra verso lidi non lontani, ma che siamo abituati a lambire di corsa in macchina, distratti da mille pensieri e da troppe cose da fare.

Dedicarsi ad osservare il nostro territorio con occhi diversi, per un week end diverso dal solito significa fare i turisti a casa nostra e visitare le bellezze d’Abruzzo con gli occhi curiosi di chi non si è mai soffermato a godere degli splendori che ci circondano.

La Valle Subequana è un vasto territorio collinare, a 500 m. s.l.m., solcato dal fiume Aterno e situato all’interno del Parco regionale naturale Sirente Velino. La piana è circondata e difesa da tanti piccoli borghi medievali incastellati e arroccati sulle montagne circostanti. Un periplo fortificato che ad ovest vede Gagliano Aterno e Secinaro, a nord Fontecchio, Tione e Acciano, ad est Fagnano, Molina e Castelvecchio Subequo e a sud Castel di Ieri e Goriano Sicoli. Tutti all’ombra del Sirente (2349 m. s.l.m.) e del monte Urano.

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Avventurarsi tra i borghi alla scoperta di scorci stupendi, respirare l’aria fresca tra i vicoli di pietra e sentire l’odore delle ginestre che il vento porta dalle montagne vicine. Macchina fotografica al collo e scarpe da trekking, cercare uno sguardo di una nonnina seduta su una panchina, guardarla sferruzzare e magari tentarla con un sorriso a farci raccontare storie lontani ed affascinanti di un mondo che non c’è più!

La Valle Subequana è collegata alla catena del Velino-Sirente e all’altopiano delle Rocche che vanno a delimitare i confini territoriali a ovest, nord-ovest e sud-ovest, e al di là dei quali inizia il territorio della Marsica, a nord-est oltre la bassa catena montuosa che la delimita si estende la Piana di Navelli, mentre a sud-est, oltre il Monte Urano, è situata la valle Peligna.

Dall’altopiano delle Rocche e dalle rocce carsiche della montagna sottostante nascono le affascinanti Grotte di Stiffe, nate lungo il corso di un fiume sotterraneo, nel punto in cui risorge alla luce. Proprio la presenza del corso d’acqua rende uniche le stanze stracolme di stalattiti e stalagmiti in piena crescita, il corso dell’acqua varia a seconda della stagione passando da un piccolo ruscello, le cui acque mormorano e bisbigliano, a un fiume in piena che si precipita a valle lungo rapide e cascate con un boato assordante.

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Il piccolo fiume si immette nel fiume Aterno e seguendo il corso si giunge al ponte romano in pietra di Campana di Fagnano. Uno scorcio senza tempo che rinvia la mente al rumore delle ruote del carro in legno e dello scalpiccio degli zoccoli dei cavalli.

In questa meravigliosa cornice il circolo ippico l’Avellano, a Campana di Fagnano, organizza nel prossimo week end, una magnifica due giorni dedicata ai cavalli, ai piatti tipici della zona e alla nostra montagna.

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L’alternativa ideale per l’intera famiglia per trascorrere un fine settimana diverso dal solito, tra musica, tradizione e gente semplice, che ha voglia di divertirsi e di stare insieme.

Un fine settimana adatto a grandi e piccini, con stand di prodotti tipici, giostre cavalleresche, spettacoli di falconieri e gimcane.