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«Ritirare delibera sul bilancio di previsione»

«La delibera relativa al bilancio di previsione del Comune dell’Aquila, approvata nei giorni scorsi dalla Giunta e trasmessa al Consiglio comunale, non può essere votata e pertanto deve essere ritirata». Lo afferma il consigliere comunale Emanuele Imprudente, capogruppo di L’Aquila Citta’ Aperta.

«L’esecutivo – spiega Imprudente – non ha infatti presentato la delibera, la cui approvazione è atto propedeutico rispetto al Bilancio di Previsione, con la quale viene istituita la Tares, la nuova tassa sui rifiuti, che ha preso il posto della Tarsu, entrando in vigore dal primo gennaio 2013 e che, forse, è stata dimenticata dalla Giunta. Il testo deliberativo deve contenere peraltro la tabella con le tariffe e, dunque, la specifica in termini di entrate e di spesa per l’ente comunale. La lacuna, che ha carattere di pregiudiziale, non può neanche essere colmata attraverso la presentazione di un emendamento al testo, poichè i termini per la presentazione sono scaduti ieri, alle 14».

«L’ unica soluzione possibile, a questo punto – ribadisce Imprudente – resta l’immediato ritiro della delibera sul Bilancio di Previsione, la presentazione della proposta deliberativa riguardante l’istituzione della Tares e la presentazione, quale parte integrante di questa, di un altro documento fondamentale, vale a dire l’allegato con la relazione dell’Asm, soggetto erogatore del servizio, riguardo alla quantificazione dei costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e, dunque, alla fissazione degli oneri a carico degli utenti. Senza questi atti la proposta deliberativa sul Bilancio risulta incompleta e inaccettabile».

«E’ evidente che, stante il termine del 30 giugno per l’approvazione del Bilancio di Previsione da parte del Consiglio – conclude Imprudente – bisogna che l’amministrazione provveda, o cerchi di provvedere, in tempi estremamente rapidi a rimediare all’errore. Resta l’amarezza nel constatare come una materia così delicata come quella del Bilancio, a fronte di richieste di fondi al Governo, venga trattata dall’amministrazione con imperdonabile leggerezza, senza che nessuno, incluso il Collegio dei Revisori dei Conti, se ne sia accorto».

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