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Arit, «Problemi ereditati dagli amici di Ruffini»

«Le parole del consigliere Ruffini sulla vicenda Arit richiedono precisazioni finalizzate alla chiarezza e alla informazione dei cittadini abruzzesi. Va ricordato che i problemi relativi alla vicenda Arit e, ancor di più, alla vicenda Ria, che interessano la gestione del personale della giunta regionale, sono stati tutti ereditati dalla passata amministrazione regionale degli amici del consigliere Ruffini». Lo scrive in una nota l’assessore regionale al Personale, Federica Carpineta.

«In particolare il consigliere Ruffini – ha aggiunto – dovrebbe facilmente ricordare, ma fa finta di averlo dimenticato, che è stata la precedente amministrazione di sinistra a creare questi problemi che rischiano di costare milioni di euro ai cittadini abruzzesi. Il ‘tutto a tutti’ della Ria e altre decisioni nella gestione del personale sono stati atti gravi, polpette avvelenate lasciate sul tavolo della giunta. La Ria, va ricordato a Ruffini e ai suoi compagni di schieramento, origina da una legge regionale del novembre del 2008, di chiaro sapore elettoralistico, voluta dalla maggioranza di sinistra che ancora guidava la Regione».

«La legge regionale – ha detto sempre la Carpineta – sulla Ria è stata una decisione pessima, perché ha concesso, immeritatamente e immotivatamente, privilegi a tutti i dipendenti, senza tener conto dell’elevatissimo costo di tanti milioni di euro che, dopo quella scelta elettoralistica, gli abruzzesi avrebbero dovuto pagare con le proprie tasse. Non a caso la vicenda Ria, per questi suoi dubbi fondamenti di meriti e motivazioni, è ora all’attenzione della Corte Costituzionale».

«Per quanto riguarda la vicenda Arit – conclude la Carpineta – che è quella richiamata con tanta foga dal consigliere Ruffini tra ieri e oggi su tutti i media regionali, va precisato che Arit ha una sua autonomia gestionale e che la giunta regionale, in riferimento a questa specifica vicenda, può solo autorizzare il limite di spesa per il personale nel rispetto della normativa vigente. Con tale autonomia, tenendo conto di quanto intervenuto, il parere della Corte dei conti sul concorso e la sentenza a cui lui fa riferimento ora, l’Arit potrà agire. La gestione del personale della giunta Chiodi non è stata mai pasticciona. Ha ereditato problemi enormi ma non certe abitudini».