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Sanitopoli, le richieste delle parti civili

Circa 100 milioni di euro di risarcimento. A tanto ammontano complessivamente le richieste avanzate, oggi, dai legali delle parti civili nel corso del processo relativo all’inchiesta “Sanitopoli”, su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che conta in totale 27 imputati (25 persone e 2 società), tra cui l’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.

Le parti civili nel procedimento sono Regione Abruzzo, Asl, case di cura, l’ex direttore sanitario della Asl di Avezzano (L’Aquila) Armando Jenca e l’ex patron di Villa Pini Vincenzo Maria Angelini. Quest’ultimo, dunque, nella duplice veste di imputato e parte offesa.

Fra i legali che hanno preso la parola, l’avvocato Tommaso Marchese, in rappresentanza dell’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) e delle case di cura private Villa Serena, Pierangeli, Spatocco, Villa Letizia. Nelle sue conclusioni, Marchese ha chiesto la condanna di tutti e dieci gli imputati nei confronti dei quali le case di cura si sono costituite, fra cui Del Turco, l’ex patron di Villa Pini Vincenzo Maria Angelini e gli ex assessori Bernardo Mazzocca e Antonio Boschetti, oltre ad una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro a favore dell’Aiop e delle singole case di cura, per un totale di cinque milioni di euro.

Nella sua arringa, Marchese ha parlato di una condizione di «sudditanza» da parte delle case di cura, a causa di un «sistema di gestione illegale dei rapporti con le case di cura private, imperniato sulla mancanza di trasparenza, sulla violazione alle leggi e ai principi di imparzialità e buon andamento e arbitrarietà in ordine a tempi, modi e regole in tema di negoziazioni, pagamenti e controlli e in tema di valutazione dell’operato delle cliniche», per tal modo mantenendo e aggravando «le condizioni di arbitrio e di incertezza nell’applicazione delle regole». Per Marchese, «il primus movens» va individuato nelle attività compiute dagli amministratori e dai funzionari regionali, coinvolti nell’inchiesta, a partire dal 2005.

«Emblematica e centrale», a suo dire, la vicenda relativa alla «forzosa riapertura» dei contratti negoziali vigenti per il triennio 2005-2007, «ideata ed attuata proprio con la finalità di porre le case di cura private nella predetta condizione di arbitrio, incertezza e sudditanza e che si è dipanata per circa un biennio, a partire dai contatti avviati a tal fine nella primavera del 2006 fino a pervenire all’adozione della ben nota deliberazione del 24 aprile 2008, n.354, pubblicata addirittura un anno dopo, con la quale vennero illecitamente erogate delle consistenti “multe” alle case di cura, calpestando e violando le basilari regole dell’agere amministrativo e sinanche, con intollerabile protervia, quelle stesse regole adottate all’impronta da amministratori e funzionari conniventi, poste abusando gravemente delle potestà pubbliche e con la chiara finalità di impiantare un sistema arbitrario e illegale di gestione dei rapporti con i titolari delle strutture private».

In mattina, hanno preso la parola i legali delle Asl e della curatela del fallimento di Angelini. Tutti hanno chiesto provvisionali per svariati milioni di euro. Il legale della Asl di Chieti-Lanciano-Vasto e di quella Teramo, fra le altre cose, quasi 22 milioni di euro a titolo di provvisionale in favore della Asl di Chieti agli imputati del reato di truffa, tra cui l’ex manager Luigi Conga, l’ex parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu ed Angelini.

L’avvocato delle Asl di Pescara e Avezzano-Sulmona-L’Aquila, ha chiesto 5 milioni e 600 mila euro in favore della Asl pescarese e 13 milioni di euro in favore di quella aquilana.

Il legale che rappresenta la curatela, ha chiesto la condanna di dieci imputati, tra cui Del Turco. Sei milioni di euro inoltre agli imputati della seconda cartolarizzazione e sette milioni a Conga ed Aracu.

Il legale di Jenca 300 mila euro, di cui 150 mila euro come danno patrimoniale e 150 mila euro come danno morale, a Mazzocca e Domenica Pacifico.

Il legale della Regione Abruzzo, oggi assente, prenderà la parola giovedì 20. L’arringa dei legali di Angelini è prevista, invece, per il prossimo 3 luglio.

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