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‘Lavorare in Abruzzo 3’, 859 bonus per assunzioni

Sono 859 i lavoratori abruzzesi che potranno entrare a lavorare nelle 75 aziende beneficiarie dei bonus assunzionali del progetto “Lavorare in Abruzzo 3” : 617 neoassunti a tempo indeterminato, 156 lavoratori già assunti il cui contratto viene trasformato a tempo indeterminato e 86 lavoratori a cui è incrementato il monte ore lavoro.

Questo l’esito della graduatoria finale dell’avviso “Lavorare in Abruzzo 3” pubblicata oggi dall’assessorato regionale al Lavoro. Il progetto finanziato con 8 milioni di euro del Programma Operativo FSE 2007/2013 è la naturale evoluzione della best practice “Lavorare in Abruzzo” che dal 2010 ha generato oltre 4.000 nuovi posti di lavoro in Abruzzo in oltre 1.000 aziende della regione.

«Questa edizione di Lavorare in Abruzzo – ha spiegato l’assessore Paolo Gatti – era rivolta in particolare alle grandi imprese con l’obiettivo di fare assumere loro oltre 50 nuovi lavoratori ciascuna. Anche la scommessa di stimolare l’assunzione da parte delle aziende con grandi insediamenti produttivi possiamo dire che è stata vinta».

«Grazie a “Lavorare in Abruzzo” – spiega ancora Gatti – abbiamo creato in questi anni oltre 4.000 nuove opportunità concrete di lavoro a tempo indeterminato. Per primi in Europa nel 2010, all’inizio della crisi economica, abbiamo scommesso sull’idea dei bonus assunzionionali e oggi all’esito della terza edizione possiamo affermare che questo progetto, insieme con le altre politiche attive e passive è stato decisivo per reggere l’urto terribile della crisi».

«Lavorare in Abruzzo – prosegue l’assessore – è un progetto che non solo ha riscosso un’enorme attenzione da parte del mondo produttivo abruzzese, ma ha dato risposte concrete a quelli che a nostro avviso sono i principali problemi che pone la crisi: la mancanza di lavoro, il lavoro precario, la scarsa occupazione femminile e giovanile. Anche in questa edizione abbiamo infatti riproposto gli extra-bonus da 15mila euro per donne e giovani. Restiamo in trincea, consapevoli che la crisi è dura e che da Roma e Bruxelles devono giungere presto segnali concreti per dare fiato alle famiglie e alle imprese, magari replicando iniziative come questa».

«Degli 8 milioni di euro del Progetto “Lavorare in Abruzzo 3” – spiega Paolo Gatti – ben 6 milioni di euro erano riservati alle nuove assunzioni, 1 milione alle trasformazioni di rapporti flessibili e il restante milione all’incremento delle ore di lavoro. In particolare questa edizione era rivolta alle imprese di nuovo insediamento e alle imprese già attive che intendessero attivare una nuova sede operativa nel territorio regionale. Le candidature di queste ultime imprese dovevano prevedere nuove assunzioni non inferiori alle 50 unità. L’incentivo per ogni singola impresa o datore di lavoro non è stato superiore a 1 milione di euro».

«Sono state 10 – conclude l’assessore al lavoro – le aziende che hanno ottenuto gli incentivi per le neo assunzioni, 15 quelle che hanno ottenuto le trasformazioni e 50, infine, le aziende che hanno beneficiato delle risorse per gli incrementi di orario. Una novità importante di questa edizione risiedeva nella possibilità far partire le assunzioni già dal giorno successivo a quello di pubblicazione dell’avviso sul sito della Regione Abruzzo».

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