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Salone Ricostruzione, sicurezza nelle scuole

Due realtà unite dalla ricostruzione, l’Abruzzo e l’Emilia Romagna. Due città che hanno collaborato per alleggerire il peso dei danni provocati dai terremoti da cui sono state colpite: L’Aquila e Crevalcore. Si apre con un convegno sulla sicurezza nelle scuole la seconda giornata espositiva del Salone della Ricostruzione a L’Aquila e dal Salone si guarda al Mediterraneo con l’incontro sulle opportunità in arrivo dalla Libia, due appuntamenti che hanno dominato il programma dei convegni in corso nella quattro giorni dell’ex Italtel.

LA SICUREZZA NELLE SCUOLE – “[i]Scuola una priorità. La cultura della sicurezza, salute e benessere in Abruzzo ed Emilia Romagna[/i]”, l’incontro a cura del Saie e di BolognaFiere che ha mostrato come le due realtà hanno reagito al sisma.

Per L’Aquila la priorità è stata riattivare le scuole prima di tutto, ha raccontato il sindaco Massimo Cialente: «Siamo stati aiutati dal Comune di Bologna che ha fatto squadra con noi insieme alla sua Protezione civile – ha detto – Durante l’emergenza abbiamo ricostruito e rimesso in sicurezza le scuole in 65 giorni in grande trasparenza, consentendo che a settembre 17.500 studenti potessero tornare a frequentarle nella propria città. Se avessimo applicato il modus agendi delle scuole agli ospedali, oggi avremmo anche quelli».

Sogna un campus per gli studenti medi il primo cittadino aquilano. Il Comune sta lavorando ai progetti, in vista c’è un concorso di idee per mettere intanto su carta e poi vederli nascere in centro, zona stadio-Caserma Rossi.

La collaborazione aquilana non è mancata in occasione del sisma emiliano, come ha sottolineato e raccontato Claudio Broglia, all’epoca sindaco a Crevalcore, oggi senatore della Repubblica: «Siamo grati all’Abruzzo perché ciò che ha messo in piedi L’Aquila lo abbiamo interamente mutuato per affrontare il nostro terremoto – ha detto – e abbiamo cercato di mutuare le cose positive e modificare quello che non è andato. Guardando a quello che è accaduto in Abruzzo abbiamo fatto la scelta di spendere per la messa in sicurezza delle scuole e sul provvisorio il meno possibile per destinare agli edifici definitivi il più possibile. Ma è necessario semplificare le procedure per essere capaci di costruire qualcosa di importante sotto questo punto di vista e attivare un metodo che consenta un trasferimento più snello delle risorse».

Il terremoto ha rilevato la vulnerabilità delle scuole. A marzo 2009 Cittadinanza Attiva, con un’indagine, aveva rivelato che il 61% delle scuole nazionali non era agibile, che il 63% non aveva certificato igienico sanitario e che 13mila edifici a rischio si trovavano in aree sismiche. Con tante relazioni tecniche si è fatto il punto dei lavori fatti per le scuole aquilane ed emiliane, guardando al futuro di un argomento preso in carico dal Saie-Bologna Fiere che nella nuova edizione dell’esposizione, dal 16 al 19 ottobre a Bologna, dedicherà uno spazio ad hoc: «Abbiamo un progetto sulla sicurezza nelle scuole – ha detto Luana Patricelli, project manager Saie-Bologna Fiere – L’intenzione è continuare il confronto iniziato oggi e fare una mostra dei progetti relativi alla ristrutturazione delle scuole per testimoniare tutto quello che si sta facendo, perché tale problema non è importante solo per le aree terremotate, ma riguarda tutta l’Italia».

IL SALONE E LA LIBIA Porte libiche aperte per gli imprenditori italiani e abruzzesi: è questo l’invito partito dall’altro convegno clou del Salone: “[i]Libia una importante opportunità per imprese e professionisti abruzzesi[/i]”, a cura di Camera di Commercio, Ance Abruzzo e Ance l’Aquila.

Con i responsabili di due grandi realtà economiche libiche e miste, El Dawlia per le esposizioni e Apil (Associazione Progetti Italia-Libia) per l’imprenditoria si è fatto il punto delle opportunità da cogliere avviando rapporti di reciprocità fra i due Paesi.

Tanti i settori aperti al dialogo: turismo, commercio e costruzioni, in primis, senza tralasciare opportunità di joint venture in altri ambiti. La Libia sta per mettere in cantiere grandi eventi fieristici a cui invita l’Italia a partecipare. Con L’Aquila nasce un rapporto di collaborazione, ma anche di prossimità, perché in terra libica è in atto un processo di ricostruzione sociale, oltre che territoriale che accompagna la nuova fase governativa e culturale arrivata dopo la fine dell’era Gheddafi.

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