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Terremoti, scossa 3.9 al largo di Ancona

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Terremoto al largo della costa marchigiana alle 7.44 di questa mattina. La scossa secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha avuto una magnitudo locale di 3.9.

L’epicentro è stato localizzato in mare, a circa 30 chilometri dalla costa delle Marche, in corrispondenza di Ancona. L’ipocentro è stato localizzato a 6 chilometri di profondità.

Il terremoto è stato avvertito dalla popolazione tra le province di Ancona e Macerata, ma dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile «non risultano danni a persone o cose».

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In seguito alla scossa di magnitudo 3.9, l’Ingv ha registrato nello stesso distretto sismico, quello dell’Adriatico centro settentrionale, due ulteriori terremoti: uno alle 8.16, con magnitudo locale 2.2 e l’altro alle 9.06 con magnitudo locale 2.

I ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno precisato, attraverso un post nel blog [i]Ingv Terremoti[/i], che «il terremoto di magnitudo 3.9 risentito questa mattina lungo la costa marchigiana è stato rilevato da tutta la rete sismica nazionale e anche dai sismometri dell’altra sponda adriatica, di cui riceviamo i dati in tempo reale». «Al momento – hanno aggiunto – abbiamo registrato soltanto alcune piccole repliche strumentali non percepite dalla popolazione nelle vicinanze dell’epicentro del terremoto delle 7:44. La localizzazione di questi piccoli “aftershocks” risulta non facile a causa della distanza dalla costa e la mancanza di sismometri vicini all’epicentro».

LA STORIA SISMICA DI ANCONA – «Il terremoto di stamane – hanno spiegato i ricercatori – ha interessato un settore del nostro territorio già colpito in passato da eventi sismici anche di un certo rilievo. I risentimenti riportati sul nostro sito web “Hai sentito il terremoto?” mostrano valori fino al IV grado Mercalli».

Gli studiosi hanno pubblicato sul sito dell’Ingv un’immagine che riassume «la storia sismica di Ancona, con i principali terremoti documentati nel catalogo storico», sottolineando che «si vede come in almeno tre occasioni Ancona ebbe a subire gli effetti dell’VIII grado (scala MCS, Mercalli-Cancani-Sieberg), in quattro casi si ebbero danni del VII grado».

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«I terremoti di questa fascia al largo delle coste marchigiane e romagnole – hanno spiegato i ricercatori – sono attribuiti a dei sistemi di faglie inverse (“thrust”) attivi. Si tratta di faglie identificate dall’esplorazione sismica avvenuta negli ultimi decenni per ricerche di idrocarburi. Alcune di queste faglie identificate nel sottosuolo al largo della costa adriatica sono state suggerite come quelle responsabili dei terremoti storici riportati nel catalogo».

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