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Di Stefano: «Chiodi tra coloro che non comprendono nulla»

«Se il Governatore Chiodi pensa di condurre con questi mezzi la sua personale campagna elettorale, oggi, come già accaduto in passato, non glielo permetterò. E’ inaccettabile che chi fino a un mese fa voleva essere al fianco di Cialente nella dura battaglia per fondi certi e costanti per L’Aquila, adesso riesca a sostenere che il Comune dell’Aquila non abbia speso i fondi già a disposizione». Lo afferma in una nota Pietro Di Stefano, assessore comunale alla Ricostruzione.

«Quello che mi indigna maggiormente – ha aggiunto – è che questa ultima, fragorosa e mendace esternazione a mezzo stampa possa ulteriormente impensierire cittadini già logori che legittimamente vogliono tornare nelle loro case. Esasperare per fini elettorali la disperazione di persone che hanno vissuto una catastrofe di queste proporzioni, con il palese intento di nascondere la sua certificata inettitudine, evidenziata nella fase commissariale, colloca il governatore Chiodi tra coloro che non comprendono nulla, perché nulla hanno subito e tuttora subiscono».

«Chiodi sa bene – ha detto sempre Di Stefano – che la Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto del 3 dicembre 2012, a firma di Aldo Mancurti (responsabile di una gestione stralcio resasi indispensabile per le giacenze contabili dello stesso Chiodi!) abbia assegnato al Comune dell’Aquila 154.274.187,69 euro per il 2012 e 56.700.000 euro per il 2013 per un totale di 210.974.187,69. La Banca d’Italia, Tesoreria dello Stato, ha trasferito i fondi il 18 dicembre 2012, prontamente introitati dal Comune dell’Aquila solo due giorni dopo: fuori tempo massimo previsto per gli adempimenti amministrativo contabili legati alla chiusura dell’esercizio finanziario. Ma un Presidente di regione, per di più commercialista, può ignorare tutto questo?».

«I fondi – continua – di cui parla Chiodi e dei quali ha avuto la responsabilità di mancato trasferimento, hanno avuto una giacenza di cassa di soli dieci giorni giacché sono stati impegnati già dai primi giorni mese di gennaio. Sarebbe bastato guardare il sito del Comune dell’Aquila per rendersi conto che erano stati utilizzati. Tranquillizzo dunque tutti coloro che, come me, vogliono tornare a riabitare la città, consapevoli che l’unica battaglia da portare avanti è quella sui fondi presso Governo e Unione Europea».

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