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Senato, il No Blundo day

di Antonella Calcagni

Potrebbe essere ben definito quello di oggi il No-Blundo Day. La senatrice aquilana, grillina si è attirata le ire del primo cittadino e non solo, per non aver votato gli emendamenti salva L’Aquila della Pezzopane dopo che i suoi, sull’aumento delle rendite di capitali e sulle macerie, erano stati bocciati.

Funesta l’ira del primo cittadino: «Non aver votato emendamenti decisivi vuol dire che la Blundo è incompetente, incapace pericolosissima e da un punto di vista dei comportamenti istituzionale, analfabeta poi per quanto riguarda il funzionamento del Parlamento. Non me la prendo con lei, ma con coloro che l’hanno votata, perché anche il popolo sbaglia, non solo i suoi rappresentanti, che pur avendo a disposizione delle liste elettorali persone perbene, in altri partiti, l’hanno mandata in Parlamento. Oggi paga la città e paga l’Italia per un voto dato a dispetto. Che ha voluto colpire i partiti oggi capisce che fra Grillo e i vari Blundo ha colpito se stesso».

Ecco alcuni estratti della seduta al Senato di stamattina in cui la Blundo presenta in Aula i suoi emendamenti:

«Occorre guardare alla creazione di una filiera completa di riciclo e riutilizzo dei materiali da realizzare all’interno della regione Abruzzo, cosa che non è ancora mai stata considerata. Questo significherebbe essere lungimiranti nell’impiego del denaro pubblico e non realizzare soltanto strade ed autostrade discutibili per le quali l’articolo 81 non viene tenuto in conto.

La ricchezza che deriva dalla vendita della nostra materia seconda avrebbe positive ricadute sul territorio con una maggiore tutela per l’ambiente e con più opportunità lavorative – queste si davvero lavorative – nell’area colpita dal sisma, con particolare riferimento all’occupazione… (Il microfono si disattiva automaticamente).

La copertura deriverebbe dall’innalzamento dal 20 al 27 per cento delle aliquote applicabili sulle rendite da capitale, Presidente, perché è giusto che tutti concorriamo a questa situazione di crisi dell’Italia, e non sempre i soliti. (Applausi dal Gruppo M5S). È giusto che tutti diamo una dimostrazione, a cominciare da noi del Movimento 5 Stelle che abbiamo ridotto le nostre indennità parlamentari. (Applausi dal Gruppo M5S)».