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Quaranta milioni di euro in contanti, pagabili in due rate oppure 25 milioni di euro e il cartellino di Carlitos Tevez, 29 anni, che guadagna 8,5 milioni di euro netti a stagione cioè più del doppio del tetto salariale fissato da Via Turati per i propri giocatori: sono questi i termini della pazzesca offerta che, ieri sera, il City ha confermato di avere presentato al Milan per il cartellino di Stephan El Shaarawy, 20 anni, 7 presenze e 1 gol in Nazionale, 46 presenze e 19 gol fra campionato e coppe, nella prima stagione vissuta da titolare in maglia rossonera. In quella precedente collezionò 28 presenze e 4 reti. Berlusconi nicchia, Galliani ci pensa, i tifosi si spaccano, Allegri storce il naso. Appena confermato per un altro anno, dopo lo stucchevole minuetto firmato dal suo presidente, il tecnico non vuole perdere El Shaarawy la cui ascesa ha gestito con acume e saggezza.

I CONVITATI DI PIETRA. Anche perché, Allegri sa che, sulla sua panchina, siedono due convitati di pietra: Filippo Inzaghi, 39 anni, appena promosso nuovo allenatore della Primavera grazie al doppio salto mortale in avanti che l’ha catapultato dagli allievi nazionali, guidati ala fase finale tricolore e Cesare Prandelli, 55 anni, ct della Nazionale vicecampione d’Europa, dopo il sofferto pari di Praga sempre più vicino a Brasile 2014, nonché in procinto di debuttare il 16 giugno nella Confederations Cup (Italia-Messico). Se Allegri sbaglia la partenza, Inzaghi è pronto a prenderne il posto. Cesare potrebbe arrivare dopo il Mondiale.

JOVETIC CERCA GRANE. Forse Stevan Jovetic, 23 anni, andrà in Brasile con il suo Montenegro, anche se si è infortunato nell’ultima gara giocata in Nazionale. Di sicuro, sta cercando grane a Firenze e le trova. E’ sotto contratto con la Fiorentina sino al 30 giugno 2016, ma vuole andare alla Juve che gli fa il filo da un anno. Ma il club torinese giudica spropositata la richiesta di 30 milioni di euro dei viola, peraltro previsti dalla clausola rescissoria liberamente accettata dall’attaccante all’atto del prolungamento del suo accordo. Così, per sbloccare la situazione, Jovetic ha dichiarato alla Gazzetta che non intende più rimanere in Toscana, ma trasferirsi alla Juve. “La Juventus mi cerca da un anno, mi preferiscono a Ibra, Tevez e Higuain. Io non credo sia un tradimento”. I Della Valle sì: multa salata e pubblica ramanzina (“La trattativa la facciamo noi, non il, giocatore o il suo agente”). L’affare si complica, la Fiorentina non molla, aggiungete l’acerrima rivalità sportiva con la Juve, le poemiche extracalcistiche fra Diego Della Valle che, appena può, randella John Elkann senza pietà e capirete perchè Jovetic sia sulla graticola.

HIGUAIN COSTA 26 MILIONI. E’ stata una domenica agitata per la Juve e non solo per Jovetic. A Madrid, il gala benefico delle Leggende realiste e bianconere ha richiamato 80 mila spettatori al Bernabeu. Ma è nel privé del Puerta 57, sciccosissimo ristorante della capitale, che si è giocata la partita più importante sul futuro di Gonzalo Higuain, 25 anni, argentino in partenza. Attorno al tavolo c’erano Florentino Perez, Andrea Agnelli, Beppe Marotta, Ermesto Bronzetti, Emilio Butragueno e José Angel Sanchez, lo stratega di mercato della Casa Blanca. Il Real chiede 26 milioni per il cartellino di Higuain, la Juve arriva al massimo a 22 milioni, forte dell’assenso già strappato al giocatore. Marotta s’è salvato in corner (“Il Real deve ancora nominare il nuovo allenatore, ne riparleremo”). Ma i tifosi della Juve cominciano a preoccuparsi: da quando Marotta ha coniato la micidiale definizione “top player”, non c’è stato verso di prenderne uno (Van Persie, Suarez, Tevez, Dzeko, Benzema, ora Higuain). Coraggio, c’è tempo sino alle 23 del 2 settembre. Ma attenti a non tradire le attese di Conte che ha parlato chiaro: vuole almeno due grandi rinforzi. Il secondo dovrebbe essere Angelo Ogbonna, 25 anni, difensore centrale del Toro e della Nazionale: 10 milioni, Immobile e Ziegler sono la proposta dei Campioni d’Italia, Cairo sta per cedere.

GABBIADINI ROMPE CON LA JUVE. Intanto, Manolo Gabbiadini scalpita. L’eurodoppietta con l’Under 21, tuttora in compartecipazione fra l’Atalanta e la Juve che ha pagato 5,5 milioni la sua metà, spinge l’ex nerazzurro a chiedere chiarezza sul futuro. I campioni d’Italia l’hanno dato in prestito al Bologna e ora lo riprendono, ma vogliono utilizzarlo come pedina di scambio. Gabbiadini, invece, vuole una squadra in cui essere titolare. Il Borussia Dotmund gli ha messo gli occhi addosso. L’Atalanta è alla finestra. La Juve rischia di perdere il gioiello di Mangia.

IL SERGENTE GARCIA. Sedotta e abbandonata da Mazzarri e da Allegri. Indecisa fra Blanc, Bielsa e Martino. Incapace di trasformareMancini da suggestione a soluzione, alla fine la Roma ha scelto Rudi Garcia, 49 anni, francese di origini spagnole, allenatore in uscita del Lille, squadra con la quale ha vinto lo scudetto nel 2011. Dopo Luis Enrique, Zeman e Andreazzoli, trattasi del quarto allenatore in due anni, il terzo straniero per una piazza ancora tramortita dallo smacco patito nella finale di Coppa Italia vinta dalla Lazio. Baldini s’è dimesso, Sabatini è ancora lì, anzi ha ancora più potere. Garcia passa per un sergente di ferro: ce n’è bisogno per mettere in riga uno spogliatoio dove, attorno al totem Totti, in troppi ballano da soli.

Xavier Jacobelli

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