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San Gabriele: un santo, un luogo

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di Fabiana De Rosa

Passare una giornata a San Gabriele non significa solo fare visita al santo patrone dei giovani, ma rappresenta un’occasione per conoscere luoghi lontani, capaci di trasportare la nostra mente in un tempo misterioso e a noi sconosciuto.

Ad accompagnarci nella nostra visita al santuario è padre Floriano De Fabiis, ex provinciale Piet e superiore del Santuario di San Gabriele, attualmente procuratore generale della Congregazione passionista presso la casa generalizia dei Santi Giovanni e Paolo in Roma.

Oggi vive nella capitale ma, nonostante tutto, appena ne ha possibilità si reca nella chiesa che ha da sempre nel cuore e che ha gestito con cura e passione quando ne era rettore.

Dopo aver chiesto una visita guidata, che purtroppo, ormai da tempo, il santuario non fornisce più a tutti i fedeli, padre Floriano ci ha accompagnati nelle stanze del convento che raccontano la vita del santo.

E’ emozionante toccare con mano i luoghi dove San Gabriele è vissuto: la stanza della mensa, il giardino in cui faceva lunghe passeggiate e soprattuto la camera in cui ha passato gran parte del suo tempo.

Una sala in particolare è quella che ci tocca il cuore: è la stanza dedicata a tutti miracoli compiuti dal santo. A ringraziare San Gabriele sono genitori che hanno visto guarire miracolosamente i propri figli e giovani che credono ancora nella fede e fanno di San Gabriele dell’Addollorata il loro protettore. Fotografie di persone miracolate, cuori e dediche per il santo danno l’idea di cosa quest’ultimo rappresenti per la comunità.

«San Gabriele era un giovane educato – spiega padre Floriano – generoso e amato da tutti. I fedeli del tempo hanno sempre percepito in lui qualcosa di diverso. Qualcosa di soprannaturale. La sua morte è stata da sempre vissuta come la morte di un santo e di fatto San Gabriele è divenuto santo per la volontà della comunità del luogo».

Nei corridoi del convento si percepisce qualcosa di sacro, divino.

Alla fine del nostro cammino ci viene mostrata la stanza dove San Gabriele morì e dove ebbe in visione la Madonna prima di inizare il suo lungo viaggio verso l’eterno. Una stanza umile, con un letto di pagliericcio e una piccola scrivania sulla quale San Gabriele scriveva. E’ la stanza dove il santo ha vissuto la sua malattia e dove ha pregato a lungo in special modo per onorare la vergine Maria, per cui Gabriele provava un amore infinito.

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La salma del santo è situata nel nuovo santuario, una struttura in stile moderno in cui avvengono la maggior parte delle messe e delle confessioni di fedeli. Il luogo rappresenta non solo un posto sacro, ma anche una località turistica che ospita pellegrini e fedeli.

Gabriele, è stato proclamato santo nel 1920 da papa Benedetto XV. Oggi è patrono dell’Abruzzo e della gioventù cattolica italiana.