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Doppia preferenza di genere, si apre uno spiraglio

«La doppia preferenza di genere sarebbe una norma intrusa nella legge in discussione martedì, che riguarda ineleggibilità, incompatibilità e decadenza da consigliere regionale», ma se tutti i capigruppo fossero d’accordo nel voler ridiscutere l’argomento «potrei sospendere il Consiglio, convocare la Commissione Statuto, riconvocare la conferenza dei capigruppo, tornare in Consiglio e far votare in proposito». Così il presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Nazario Pagano, interpellato dall’Ansa, interviene sulle sollecitazioni – ultima quella della Commissione regionale Pari Opportunità – in merito all’emendamento che introduceva la doppia preferenza di genere nella nuova legge elettorale regionale, bocciato dall’Aula nella seduta del 26 marzo scorso.

Martedì prossimo, 11 giugno, il Consiglio regionale d’Abruzzo è stato convocato d’urgenza, fuori calendario, per discutere delle modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2004 numero 51 su ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale, tema per discutere il quale in aula – come per la legge elettorale regionale – c’é tempo fino a sei mesi prima della scadenza della legislatura. Quindi l’ultima opportunità é la seduta di martedì prossimo.

L’urgenza di ridiscutere di ineleggibilità, ricorda il presidente Pagano riferendosi alla riunione in conferenza dei capigruppo, «é stata legata alla necessità di avere un termine certo per le dimissioni degli ineleggibili, mentre sull’incompatibilità si è detto che sarebbe stato convocato il Consiglio solo se a invarianza di spesa, come prevede il progetto di legge. Il dibattito sarà quindi sulla seguente proposta: se un consigliere viene nominato assessore decade da consigliere e lascia il posto al primo non eletto».

Aumenterebbero quindi i consiglieri – oltre i 30 previsti – per non cambiare la funzionalità dell’assemblea e consentire una regolarità dei lavori, specie nelle Commissioni, ma la spesa di gestione rimane invariata. Quindi si dovranno operare dei tagli, magari sulle indennità.

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