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Fondi ricostruzione, «Expò di Milano batte L’Aquila»

«Il senato, giovedì 4 giugno, ha avviato la discussione sulle emergenze ambientali attraverso il disegno di legge numero 576 che si contraddistingue come unico perché prevede di indirizzare le risorse a disposizione sulle vere urgenze del Paese e soprattutto su quei settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica. Non si comprende, però, come alla ricostruzione del patrimonio culturale dell’Aquila si sia preferito il nuovo centro fieristico di Milano Expò 2015, in raddoppio di quello già esistente a Rho in grado di ospitare circa 12 milioni di persone e ben servito nei collegamenti; ed infatti gli emendamenti, pregnanti sul disegno di legge per le emergenze ambientali, proposti dalla cittadina eletta al Senato Enza Blundo a favore di una filiera del riciclo e riuso e dell’impiego di risorse finanziarie per la ricostruzione architettonica, storica e culturale di L’Aquila, non hanno trovato l’appoggio della Commissione Bilancio». A denunciarlo, attraverso una nota, è la senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle Enza Blundo.

«Anche in aula i colleghi senatori di maggioranza hanno approvato tale progetto per la costruzione di capannoni su un milione di metri quadri di terreno agricolo a 160 euro al metro quadrato per una fiera denominata “Nutriamo il pianeta” – argomenta la Blundo – quando si è ben coscienti del fatto che la stessa metropolitana da realizzare per l’evento sarà completata solo nel 2017. Si è persa, pertanto, l’occasione di indirizzare le risorse sulle vere urgenze del paese e sui settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica».

«Martedì – annuncia la senatrice – verranno da me riproposti e illustrati in aula gli emendamenti a favore dell’Aquila e del cratere, importantissimo quello per il reperimento di risorse per la ricostruzione attraverso l’aumento dell’aliquota sui grandi capitali. I luoghi distrutti dal sisma potrebbero tornare a vivere di slancio in chiave turistica, mentre sono ancora una volta vittime dello schiaffo di una classe politica miope e capace di considerare il settore turistico afferente alle attività produttive. Altresì non si comprende come il settore turistico ancora una volta venga squalificato e privato della sua endogena caratterizzazione produttiva con un emendamento del governo al Ddl 576 che ha di fatto deciso l’accorpamento delle deleghe riguardanti il turismo al ministero dei Beni e attività Culturali e il loro contemporaneo distacco dal dicastero delle Attività produttive. Tutto ciò testimonia chiaramente che il Governo Pd-Pdl, in totale continuità con quelli precedenti, considera il turismo come un settore non prioritario per la crescita economica del nostro paese».

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