IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio, Pierluigi Biondi, Luigi D'Eramo

Ricostruzione, «L’Aquila condannata a morte»

«Quella riportata con l’emendamento passato in Commissione al Senato è una vittoria di Pirro. I toni trionfalistici usati dal sindaco Massimo Cialente sono pertanto del tutto fuori luogo». A sottolinearlo, attraverso una nota, è il consigliere comunale di ‘L’Aquila città aperta’ Roberto Tinari secondo cui «l’amara verità con la quale gli aquilani dovranno fare i conti è che per il 2013 non un centesimo in più rispetto a quanto già preventivato sarà trasferito nelle casse del Comune».

«Dei miseri 200 milioni l’anno che avremo da qui fino al 2018, e che dovremo dividere con tutti i Comuni del cratere, infatti, per quest’anno – argomenta il consigliere – essendo ormai arrivati al mese di giugno, e dunque a metà esercizio finanziario, ne sarebbero dovuti arrivare solo la metà, ossia circa 100 milioni di euro. Cifra, tuttavia, dirottata dal Governo alle missioni all’estero. Dunque per la ricostruzione non ci saranno risorse per l’anno in corso».

«Il sindaco Cialente aveva chiesto 1 miliardo e 200 milioni, solo per la città per L’Aquila, da stanziare quest’anno, altrimenti, aveva detto, non sarebbero potuti partire i cantieri, nonostante le relative pratiche fossero state istruite. Per questa ragione – ha aggiunto Tinari – ha messo in atto le discutibili e solitarie manifestazioni di protesta a Roma, con le carriole, e all’Aquila, dove è arrivato a far rimuovere il Tricolore dalle scuole e dalle sedi istituzionali. Fino a ieri ancora tuonava contro il Governo e lo Stato italiano, minacciando di ripetere i moti del 1971 e di mettere a ferro e fuoco L’Aquila e Roma se non avesse ottenuto quanto richiesto. Invece la montagna ha partorito il topolino. Abbiamo avuto solo le briciole, con un provvedimento che, di fatto, decreta la condanna a morte della città, che non potrà essere ricostruita. Con 200 milioni l’anno, e zero risorse per quest’anno, vuol dire che ci vorranno cinquant’anni almeno per avere una parvenza di ricostruzione».

«Una disfatta che è il risultato di politiche inadeguate e folli messe in atto da Cialente e dalla sua maggioranza – ha sottolineato il consigliere – una sconfitta che è il prezzo che la città incolpevole deve pagare all’inadeguatezza e all’incapacità di chi la governa.

Ci avevano detto che con l’avvento di Barca e con il ritorno delle competenze ai Comuni finalmente avremmo potuto ricominciare a lavorare, a ricostruire, a sperare in una rinascita. Ricordiamo tutti i toni trionfalistici usati per celebrare l’arrivo di Barca e la fine del commissariamento. Oggi ne vediamo i risultati. La baldanza del sindaco suona come l’ennesima presa in giro per la città, che assiste attonita al suo funerale».

X