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«In Abruzzo il mercato del lavoro tiene»

«Che il lavoro in Abruzzo sia una priorità per questa Giunta si evince dall’attenzione riservata alle misure per la crescita della regione e al tipo di azioni messe in campo per sostenere non solo l’occupazione, ma il comparto produttivo in tutte le sue accezioni, dall’industria, all’agricoltura, passando per la valorizzazione del capitale umano e la formazione». Così il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, rispondendo alle contestazioni sollevate dal segretario regionale della Cgil Gianni Di Cesare.

«Questo Esecutivo – continua il governatore – ha capito sin dal suo insediamento la portata della crisi strutturale che stava investendo le nostre imprese e i nostri lavoratori e per contrastarla ha messo in campo svariate misure che rafforzassero il comparto produttivo abruzzese attraverso i temi dell’innovazione, della formazione, del sostegno al capitale umano e all’economia della conoscenza».

Chiodi sottolinea come «in un momento in cui la congiuntura economica mondiale vedeva i nostri competitor comunque avvantaggiati, rispetto alle nostre imprese, in termini di costi delle materie prime, ricavi e tassazione, l’Abruzzo doveva rispondere con delle politiche di sviluppo idonee e lungimiranti». «In molti casi – spiega il governatore – gli effetti di queste misure, si vedranno nel medio e lungo periodo, ma la nostra fiducia proviene proprio dal fatto di sapere che abbiamo messo le nostre imprese in condizione di tenere il passo. Ciò è stato possibile anche grazie al taglio di Irap e Irpef. E un’ulteriore riduzione della tasse sarà attuata anche nel 2015/2016, grazie all’estinzione del mutuo contratto, prima del mio insediamento, per le cartolarizzazioni nella sanità».

Quando gli effetti delle nostre politiche di sviluppo saranno tangibili e noi sappiamo che ciò avverrà a breve – conclude Chiodi – il tutto si tradurrà anche in una reale crescita dell’occupazione. Oggi, lo ribadisco, possiamo già dire che il mercato del lavoro in Abruzzo tiene, perché l’Istat ci dice che il numero degli occupati è invariato, nel I trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, a differenza di quasi tutte le altre regioni, anche le più industrializzate, come il Veneto, il Piemonte, l’Emilia Romagna, la Toscana».

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