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«Aquilani pronti a ripetere moti del ’71»

«Gli aquilani sono pronti a tornare ai moti del febbraio del 1971 quando per difendere L’Aquila capoluogo riuscirono a cacciare dalla città celere e carabinieri in tenuta antisommossa. Questo lo vogliamo ricordare al governo». Dopo la prima visita all’Aquila di ieri del ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, inviato del governo per la ricostruzione, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, torna a protestare duramente per la mancanza di fondi per la ricostruzione, evocando i moti aquilani del 1971 per la lotta per il capoluogo con Pescara e annunciando tensioni con la minaccia di una mobilitazione in piazza.

«Ritengo che il governo stia sottovalutando la situazione dell’ordine pubblico che potrebbe precipitare da un momento all’altro – ha continuato Cialente – è l’ultima volta che lo segnalo. Mi aspetto che in tempi brevi dopo la minaccia della mia rimozione e dello scioglimento del Consiglio comunale, l’arrivo della celere che, come successo nel 1971, non ci fa paura».

Il sindaco ha sottolineato che con L’Aquila stanno giocando con il fuoco «pensano che non abbiamo capito che stanno usando il bastone e la carota o che stanno giocando al gatto con il topo. Da una parte il presidente del Consiglio dei Ministri, Letta e il ministro Trigilia tranquillizzano gli aquilani, dall’altra la commissione Bilancio del Senato e la ragioneria dello Stato bocciano qualsiasi provvedimento per L’Aquila. Non hanno capito che stiamo di fronte ad una situazione esplosiva».

Il sindaco ha inoltre denunciato il fatto che «in queste ore la commissione Bilancio sta bocciando emendamenti che non prevedono copertura di spesa assolutamente necessari per continuare ad affrontare il pesantissimo stato di emergenza testimoniato dal dato che all’Aquila ci sono ancora 22 mila sfollati».

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