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Ricostruzione: «La Curia non intende escludere le imprese locali»

«La Curia non intende affatto escludere le imprese locali e non vi è alcuna guerra in atto con esse». A sottolinearlo, attraverso una nota, è l’Arcidiocesi dell’Aquila.

«E’ giunta qualche giorno fa – si spiega nella nota – una missiva del locale presidente dell’Ance con la quale si chiedeva un intervento di Giuseppe Molinari affinchè il Consorzio Sant’Emidio rivedesse alcuni punti del bando pubblicato, al fine di consentire la partecipazione alla gara ad imprese prive dei requisiti richiesti. Interessati, anche direttamente dall’Ance con altra missiva, il presidente Ippoliti e il responsabile dei lavori Masci spiegavano che il testo del bando è stato redatto considerando la particolare tipologia di lavori da eseguirsi, nonché le qualità tecniche e finanziarie che l’aggiudicatario deve possedere a garanzia dell’esatta esecuzione delle opere. Si ricorda che la gara è stata bandita per permettere, nella massima trasparenza, ad imprese sia italiane che europee di parteciparvi: la selezione diretta senza prequalifica, pur consentita dalla legge e [i]modus operandi[/i] normale dei vari consorzi obbligatori, non è stata reputata garanzia sufficiente in ragione degli importi in gioco nonché della provenienza dei fondi (pubblici)».

«La peculiare importanza, non solo da un punto di vista artistico ma anche religioso e sociale, che la ricostruzione degli immobili ricadenti nell’aggregato edilizio di Piazza Duomo rappresenta – conclude la nota – richiede infatti una più che mai attenta scelta dell’operatore economico aggiudicatario: le procedure d’individuazione devono quindi essere trasparenti a rigorose».

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