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Ricostruzione, Cialente: «Continua la battaglia»

di Antonella Calcagni

Il premier Enrico Letta ha “benedetto” il cronoprogramma redatto dal Comune dell’Aquila che gli è stato consegnato materialmente dal sindaco Massimo Cialente. A questo punto non si può che sperare che alle parole seguano i fatti da parte del Governo.

Il primo cittadino, ha fatto il suo ingresso nel primo pomeriggio di ieri a palazzo Chigi per avere un colloquio privato con il premier Enrico Letta del suo stesso partito. L’evento è stato registrato anche da un comunicato ufficiale della presidenza del Consiglio dei Ministri.

«Nel corso del colloquio sono state affrontate le problematiche della ricostruzione post-sisma». Un faccia a faccia che avrebbe rassicurato il sindaco, ma non troppo. Cialente ha preferito mantenere il riserbo sui dettagli del colloquio durato circa un’ora. Dettagli che svelerà oggi in occasione della visita del ministro Carlo Trigilia. Un riserbo quello del sindaco che tradirebbe una certa diffidenza sulle future scelte del governo sulla ricostruzione aquilana. Del resto benedire il cronoprogramma per la rinascita del cuore della città non equivale a dire che le risorse arriveranno con il “treno” della conversione del decreto Emergenze. Ergo, la battaglia sull’emendamento da 1,2 miliardi in sede di conversione del decreto non è stata ancora vinta.

Questa mattina ci sarà il temuto appuntamento con la commissione Bilancio che aveva già fermato giorni fa altri emendamenti Salva-L’Aquila. Sarà quella la vera prova del nove. Se l’emendamento riceverà la “bollinatura” della Ragioneria di Stato allora il gioco sarà fatto. L’emendamento sarà ammissibile e la politica farà il resto, in commissione. Subito dopo, l’iter potrà procedere con la riunione delle commissioni riunite per giungere senza ostacoli all’ultimo atto nell’Aula di Palazzo Madama.

La senatrice Stefania Pezzopane si è mostrata piuttosto ottimista ricordando che l’operazione aveva il via libera in occasione della riunione del tavolo tecnico politico della scorsa settimana.

Secondo quanto si apprende, invece, il Tesoro avrebbe sollevato qualche obiezione sulla copertura degli interessi sulla anticipazione delle risorse aggiuntive pari a 1,2 miliardi tutte nel 2013. Una operazione che l’amministrazione comunale intende fare attraverso una anticipazione bancaria da sottoscrivere tramite una convenzione con l’Abi.

Ecco intanto il testo più o meno definitivo del provvedimento Salva L’Aquila: «Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi per la ricostruzione privata nei territori della Regione Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto-legge 28 aprile 2009, numero 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, numero 77, è autorizzata la spesa di 197,2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2019 al fine della concessione di contributi a privati, per la ricostruzione o riparazione di immobili, prioritariamente adibiti ad abitazione principale, danneggiati ovvero per l’acquisto di nuove abitazioni, sostitutive dell’abitazione principale distrutta».

«I contributi sono erogati dai comuni interessati sulla base degli stati di avanzamento degli interventi ammessi; la concessione dei predetti contributi prevede clausole di revoca espresse, anche parziali, per i casi di mancato o ridotto impiego delle somme, ovvero di loro utilizzo anche solo in parte per finalità diverse da quelle indicate nel presente articolo».

«A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le misure dell’imposta fissa di bollo attualmente stabilite in euro 1,81 e in euro 14,62, ovunque ricorrano, sono rideterminate, rispettivamente, in euro 2,00 e in euro 16,00».

«Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 98,6 milioni di euro per l’anno 2013 e 197,2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2019, si provvede con le maggiori entrate derivanti dal comma 3 del presente articolo. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio».

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