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«Niente doppia preferenza, una vergogna»

«Ritengo una vergogna e una clamorosa scorrettezza nei confronti di tutte le donne abruzzesi che la conferenza dei capigruppo abbia deciso di non portare nella prossima seduta del Consiglio le proposte di legge sulla doppia preferenza». Lo afferma il consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo.

«La prossima – ricorda – era l’ultima utile prima che scatti il divieto statutario a modificare la legge elettorale prima delle elezioni. Una vergogna – osserva – perché la proposta della doppia preferenza di genere era stata bocciata come emendamento alla legge elettorale pochi mesi fa ricorrendo a un illegittimo e illegale voto segreto, una violazione del regolamento di cui è responsabile il presidente Pagano».

«Per evitare di dover esprimersi a viso aperto Pdl, Pd e compari hanno preferito impedire il ritorno in aula della questione. Non solo hanno deciso di non mettere all’ordine del giorno la proposta recentemente presentata a firma Petri, Sclocco e Acerbo ma anche quella del sottoscritto che è stata depositata nel 2011. Sono arrivato in ritardo alla conferenza – prosegue Acerbo – perché impegnato in un’audizione al comitato VIA e quando il presidente Pagano mi ha comunicato quanto deciso con il dissenso del compagno Saia e della consigliera Petri. Ho chiesto in base allo statuto di chiamare in aula la mia proposta del 2011 ma il presidente è stato irremovibile né gli altri capigruppo o rappresentanti degli altri partiti hanno battuto ciglio».

Petri (Pdl): Donne mortificate dalla maggioranza dei consiglieri

«La Conferenza dei Capigruppo non ha rispettato l’impegno assunto nel corso dell’audizione con numerose associazioni delle donne per riportare in aula la proposta di legge per l’introduzione nella legge elettorale della doppia preferenza di genere. Lo considero un fatto grave e ingiusto». Lo ha detto la Consigliera regionale del Pdl, Alessandra Petri, a margine dei lavori della Conferenza dei Capigruppo, che ha deciso di non iscrivere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale.

«La prossima seduta straordinaria, in programma l’11 giugno, affronterà invece la modifica della legge regionale numero 51 del 2004 (Disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale), il cui testo, lo voglio evidenziare a tutt’oggi, non è stato ancora formulato per iscritto e presentato in Commissione, a differenza della mia proposta di legge – incalza la Consigliera regionale – La modifica della legge numero 51 comporta l’incompatibilità fra il ruolo di Consigliere e di Assessore regionale e, se approvata, porterà a un aumento del numero degli eletti rispetto a quanto stabilito dal Consiglio regionale in tema di riduzione dei costi della politica».

«Questa modifica – osserva ancora la Petri – implica un aumento di spesa di circa 640 mila euro l’anno, rispetto alla riduzione dei costi previsti in precedenza. I Capigruppo, in seguito alle mie osservazioni, si sono accordati per presentare una risoluzione con la quale il Consiglio si impegna a rispettare tale modifica senza un aumento della spesa. Questa risoluzione non ha assolutamente alcun valore e non avrà nessuna capacità di incidere fattivamente sul bilancio».

«L’unica realtà e che la maggioranza dei consiglieri che avevano già bocciato con voto “segreto” (8 voti a favori e 24 contrari) la proposta di legge sull’introduzione della doppia preferenza di genere – conclude la Petri – non hanno avuto il coraggio di rivotarla in aula con voto palese, una cosa che veniva loro richiesta».

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