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Bper-Carispaq, disagi per associazioni aquilane

di Antonella Calcagni

Che fine ha fatto la banca della città? Se lo chiede Giorgio De Matteis alla luce di recenti decisioni assunti dalla Carispaq con il Bper. Si riferisce alla decisione di rifiutare il credito alle associazioni culturali cittadine perché darebbero garanzie insufficienti.

Nel tritacarne, per il momento, è finita l’associazione L’Uovo, sulla piazza da decenni che si è vista rifiutare una richiesta di anticipazione dalla nuova Carispaq. Il vice presidente della Regione, Giorgio De Matteis non ci sta, si chiede se davvero l’istituto di credito possa continuare ad essere definita la banca della Città. Ciò, anche alla luce del fatto che il polo della Tesoreria è stato trasferito a Sassari.

La lettera del direttore generale Vittorio Ioannucci ha fatto balzare dalla sedia De Matteis: «Vorrei sapere a questo punto in che percentuale i risparmi degli aquilani vengono reinvestiti sul territorio». La missiva per De Matteis è un affronto alla città, e soprattutto potrebbe essere solo la prima di tante porte in faccia contro le associazioni già in crisi.

«Se per la banca L’uovo che percepisce le risorse del Fus e i fondi della Regione non ha abbastanza garanzie alla luce della riduzione dei finanziamenti statali – pensa De Matteis – figuriamoci le altre in grande difficoltà». L’Uovo chiedeva due linee di credito, rispettivamente da 50 mila e 60 mila euro. Una prassi consolidata in passato. Ora non più.

De Matteis chiede che a combattere a difesa delle associazioni scendano in campo anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e la senatrice, Stefania Pezzopane. «Scriverò anche a Vittorio Ioannucci per chiedergli quali saranno gli impegni della banca per il territorio». Ha chiosato.

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