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Abusi edilizi, firmata intesa procura-Comune

La Procura della Repubblica dell’Aquila, nella persona del procuratore capo, Fausto Cardella ed il Comune dell’Aquila, nella persona del sindaco Massimo Cialente e del comandante della polizia municipale, Eugenio Vendrame, hanno stamane sottoscritto un protocollo d’intesa per la formazione di agenti già in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria del Corpo.

Si tratta di un corso di aggiornamento, coordinato dal pm Simonetta Ciccarelli della Procura della Repubblica dell’Aquila, (che ha seguito e segue gran parte dei filoni d’inchiesta sugli abusi edilizi del post-sisma) che permetterà appunto agli agenti del Corpo municipale di acquisire nozioni investigative e legislative per prevenire e combattere i reati in materia ambientale, soprattutto gli abusi edilizi, reato, come ha evidenziato lo stesso magistrato «rappresentano il frutto dell’illecito sfruttamento della normativa emergenziale post-sisma».

Alla firma del protocollo d’intesa era presenta anche il Procuratore generale dell’Aquila, Giuseppe Falcone che ha molto apprezzato l’iniziativa della Procura aquilana tanto da avere annunciato che la estenderà su tutto il distretto “affinché anche altri sindaci di altre località possano seguire l’esempio del Comune dell’Aquila.

«In questo modo – ha aggiunto Falcone – la stessa sezione di polizia giudiziaria del Corpo dei vigili urbani verrà rafforzata e accrescerà il proprio bagaglio culturale».

«La Procura – ha detto Cardella – disporrà così di una piccola forza specializzata che avrà un effetto di deterrenza. L’Aquila – ha concluso – è una città ferita ma in convalescenza e la collaborazione tra le istituzioni rappresenta la medicina che accelera la guarigione».

Infine per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, «E’ fondamentale il rispetto assoluto delle regole per l’urbanizzazione e la realizzazione di fabbricati, guai al disordine, occorre tutelare al massimo le zone a rischio, sia sismico che idrogeologico, i cittadini devono essere contenti di questo. Quello che oggi potrebbe essere contestato come un abuso ‘leggero’, in futuro può trasformarsi in un vero e proprio pericolo».

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