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Manifestazione: lavoro, crisi e ricostruzione

di Antonella Calcagni

L’Aquila deve essere una priorità nazionale dice la triplice, all’interno della quale si registrano tuttavia anche pareri shock: «Dopo 4 anni L’Aquila è ancora una città fantasma – dice Fabrizio Pascucci, nazionale feneal-Uil- mi chiedo se non sia il caso di tornare all’Emergenza, lasciando la regia della ricostruzione direttamente alla presidenza del consiglio dei ministri». Pascucci vedrebbe di buon occhio un ritorno al commissariamento, l’unico modo per velocizzare i tempi. Ancora: «Le imprese locali non hanno gli strumenti per la ricostruzione, sono troppo piccole».

Dall’Aquila hanno gridato tutto il loro sdegno, i lavoratori invisibili, quelli che a 50 anni si trovano a vivere ancora sulle spalle di mamma e papà. Gente a cui la vita e la incapacità politica hanno tolto la dignità. Sono giunti in 4 mila a bordo di 40 pullman da tutto Abruzzo per partecipare alla manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil. Una sorta di prova generale della maxi manifestazione romana del 22 giugno prossimo.

Studenti pensionati e lavoratori si sono ritrovati alla fontana luminosa per giungere in corteo fino a piazza Palazzo, dove si sono susseguiti gli interventi dei sindacalisti. Sotto il palco, fra gli altri, il sindaco Massimo Cialente, la senatrice Stefania Pezzopane, l’ex parlamentare Giovanni Lolli, il presidente della Provincia, Antonio del Corvo.

Roberto Campo, regionale Uil ha ricordato che gli occupati in Abruzzo sono 500 mila a fronte di 65 mila disoccupati cui si aggiungono 10 mila cassintegrati in deroga ancora senza copertura e altrettanti fruitori di cassa straordinaria. «Non è vero che l’Abruzzo tiene – ha spiegato – al netto dei cassintegrati quella della regione sarebbe una delle peggiori performance».

«E’ inaccettabile che il presidente Chiodi parli di modello Abruzzese – aggiunge Gianni Di Cesare (regionale Cgil), ma dove vive?». Poi, l’avvertimento: «il miliardo aggiuntivo per la ricostruzione deve essere speso bene. Chiediamo l’attivazione di tavolo per mettere le cose in chiaro e per stabilire in prospettiva come si trasformerà l’asse centrale che per noi è un luogo di lavoro».

«Le imprese facciano bene i calcoli: chiediamo che ci sia equa proporzione fra entità degli appalti e personale impiegato». Il collega della Cisl, Maurizio Spina ha invece sottolineato «la necessità di ricorrere a risorse comunitarie, pertanto non è più rinviabile la redazione di un piano strategico della regione Abruzzo». Dal segretatio Uil Loy è giunto l’appello al Governo di abolire l’Imu soltanto per le fasce più deboli per finanziare ricerca e ammortizzatori sociali.

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