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Centro storico a senso unico

di Giovanni Baiocchetti

E’ vero che il centro cittadino versa ancora in uno stato di semi-abbandono, ma alcune zone del cuore dell’Aquila stanno cercando di ripartire nonostante le molte difficoltà, legate in primis alle complicazioni della ricostruzione. Uno dei problemi sorti in città dopo il terremoto è quello della viabilità; senza dubbio al momento ci sono questioni più importanti ed urgenti da affrontare, ma il problema del traffico e della chiusura delle strade per lavori è qualcosa con cui tutti gli aquilani hanno a che fare quotidianamente.

Una piccola riflessione in merito riguarda le vie d’uscita dal lato est del centro storico, una zona che grazie all’apertura di alcuni esercizi commerciali ed uffici, è frequentata ogni giorno non solo da chi sceglie di fare una passeggiata nei luoghi dei nostri ricordi. Le uniche vie d’accesso alla zona di S.Bernadino, via Zara e via Castello, infatti, sono via Fortebraccio (Porta Bazzano), via Atri (passando sotto Porta Leoni), viale Pescara e viale Tagliacozzo, tutte a senso unico in salita, verso il centro; il solo modo, invece, per riscendere verso via Strinella o Collemaggio è passare per la Fontana Luminosa e viale Gran Sasso, meglio conosciuto come viale dello Stadio, dove spesso si formano file di macchine prima di arrivare alla rotatoria in prossimità della questura.

Considerando il fatto che le zone di cui stiamo parlando cominciano ad essere interessate dai lavori di ricostruzione e che quindi il volume di traffico è destinato ad aumentare, la domanda che sorge è la seguente: delle uniche quattro vie d’accesso al lato est, tutte a senso unico in salita, non si potrebbe ripristinare almeno un senso contrario (come poteva essere Porta Leoni prima del terremoto) evitando così di intasare ulteriormente la viabilità della “rotonda della questura”?