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Monumenta Civitatis Aquilae, presentato nuovo volume

E’ stato presentato ieri all’Aquila il nuovo volume della collana [i]Monumenta Civitatis Aquilae[/i] edita dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Si tratta della riedizione del libro della Confraternita de Sancto Tomasci de Aquino a cura del professor Carlo De Matteis il direttore scientifico della collana.

L’opera rappresenta un documento raro e prezioso della seconda metà del XV secolo che costituisce la più ampia ed organica raccolta di testi del teatro religioso aquilano a cui si aggiunge un consistente corpo laudistico dedicato in gran parte ai santi legati in qualche modo alla città come San Pietro Celestino e San Bernardino e alle chiese del territorio.

«Con la pubblicazione del libro della [i]Confraternita de Sancto Tomasci[/i] – spiega de Matteis – prosegue il progetto di edizione del patrimonio storicoletterario e delle antiche fonti archivistiche dell’Aquila, patrocinato con grande sensibilità dalla Fondazione Carispaq. Inaugurata lo scorso anno con due importanti testi inediti, il [i]Liber Reformationum 1467 – 69[/i] e l’[i]Istoria sacra di G.G. Alferi[/i], la collana si arricchisce ora di un’opera di notevole valore storico e letterario, in quanto raccoglie unitariamente i testi teatrali e le laude prodotte dalla Confraternita dell’ordine domenicano attivamente presente all’Aquila sin dalla sua fondazione. Tra essi la celebre legenna di San Tommaso, il più ampio dramma storico italiano del quattrocento, un modello unico di sacra rappresentazione, concepita con grande apparato di mezzi scenici per un vasto pubblico».

«Si tratta di un’opera di fondamentale importanza per il teatro sacro medievale italiano – sottolinea il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani – ed è tra le espressioni più importanti di questo genere in ambito non solo cittadino ma nazionale, all’altezza delle maggiori raccolte di area fiorentina, terra d’elezione della sacra rappresentazione. Con questo nuovo volume la collana [i]Monumenta Civitatis Aquilae[/i] prosegue dunque nel suo obiettivo di ricomporre un disegno editoriale unitario che intende adempiere, oltre a quello culturale,ad un dovere civile: quello di riallacciare il legame con un nobile passato e con la nostra storia».

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