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Manifestazione 1 giugno: «L’unità sindacale sia unità delle lotte»

«Siamo in una fase economica e politica che non mostra vie d’uscita dalla crisi, a causa della pervicacia con la quale politiche di austerità vengono portate avanti dal governo Letta, come da quello Monti prima di esso. E mentre si rivedono al ribasso le stime di produzione industriale, Pil e occupazione anche per il 2013, per l’ennesima volta rimandando ad un prossimo futuro (quale?) pure timidi segnali di ripresa, sul lavoro gli unici provvedimenti paventati mirano ad aumentare la precarietà che è già a livelli insopportabili». A dichiararlo sono i segretari regionali Prc Abruzzo Marco Fars, Carmine Tomeo e Francesco Marola.

«Nella nostra regione – comunicano i segretari – i dati dell’emergenza sociale ed occupazionale sono allarmanti: il 20% delle famiglie è sotto la soglia di povertà, la disoccupazione tocca l’11% della forza lavoro totale ed il 40% quella giovanile. Ma l’Abruzzo, in questo contesto, subisce la crisi anche per l’inadeguatezza della sua classe dirigente, che non ha saputo porre alcun argine alla devastante crisi economica. Alle vertenze diffuse in tutte il territorio regionale, anche molto gravi, quali ad esempio Micron, Sixty, Golden Lady, Honda, la Regione a guida Gianni Chiodi ha saputo rispondere solo con un assordante silenzio. Intanto le aree di crisi come Val Peligna, Val Pescara, Val Sinello, e tutto il territorio del teramano sono abbandonate a sé stesse, mentre sono necessari immediati interventi pianificatori per la conversione e il rilancio del lavoro senza i quali l’unica soluzione per migliaia di disoccupati sarà l’emigrazione dal territorio».

«Una sorte simile – si legge nella nota – sta toccando ormai da troppo tempo all’area del cratere sismico, dove a 4 anni dal sisma siamo ancora in balia di incertezze riguardo la copertura economica e di conseguenza la tempistica della ricostruzione. In quell’area sono urgenti misure speciali, da adottare anche con una specifica legge nazionale, che dia sostegno all’occupazione ed alla ricostruzione delle abitazioni, entrambi necessari per restituire un tessuto sociale al territorio».

«Per questo – aggiungono i segretari – Rifondazione Comunista sarà presente alla manifestazione come voce radicale, perché se la barca sta affondando è anche per precise responsabilità di chi si ostina a perseguire politiche di austerità, che più tardi verranno abbandonate più difficile sarà riprendersi dal massacro sociale in atto. Ma affinché ci sia un’inversione di tendenza, occorre rilanciare iniziative di lotta, sia a livello territoriale che nazionale, che sappia mettere a tema anche la necessità di vera democrazia e rappresentanza sindacale sul lavoro. Perché non c’è lotta che tenga senza una reale democrazia».

«Ecco perché – conclude la nota – nel partecipare alla manifestazione di sabato, Rifondazione Comunista lancia un appello: l’unità sindacale sia unità delle lotte».

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