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Crollo in via XX Settembre, Pm chiede 4 anni

Quattro anni di reclusione per Leonardo Carulli, ingegnere di 86 anni di Roma, in relazione al crollo – dovuto al terremoto del 2009 – dell’edificio di via XX Settembre 123, in cui sono morte 5 persone. Lo ha chiesto oggi il pm Fabio Picuti al termine della sua breve requisitoria. Carulli è accusato di omicidio colposo.

Secondo l’accusa l’imputato avrebbe permesso la realizzazione delle strutture portanti del palazzo, realizzato negli anni 50, con una quantità di staffe inferiori al numero necessario.

Il pm nella sua requisitoria ha parlato di un edificio paragonabile «ad un castello di carte, realizzato con materiali scadentissimi, sia sotto il profilo del cemento che del ferro».

Per Picuti «il difetto del progetto era palese, netto, gravissimo». «L’ edificio – sempre per il pm – era stato costruito per resistere a metà ad una eventuale scossa sismica. Progetto maldestro ed edifico costruito malissimo, non serviva Superman perchè Carulli visionando il progetto si sarebbe potuto subito accorgere delle gravi anomalie, una idea in fase di realizzazione di un bambino delle elementari».

«Carulli – ha concluso concluso l’accusa – ha gravemente disatteso la sua posizione di garanzia. Se avesse fatto il suo lavoro, se la collettivitò avesse saputo che il progetto aveva gravi errori, in quell’edificio non ci sarebbe andato ad abitare nessuno».

Sul banco degli imputati, oltre a Carulli, avrebbero dovuto esserci anche altre persone che si occuparono della realizzazione del palazzo ma decedute negli anni.

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