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Frane Valle Roveto, seduta della seconda commissione

«Un lavoro proficuo, un’occasione per far conoscere direttamente a tutti i membri della seconda commissione uno dei territori più belli dell’Abruzzo, ma che purtroppo da tempo soffre gravissimi problemi provocati dal dissesto idrogeologico». Lo afferma il consigliere regionale del Pd Giuseppe Di Pangrazio, vice presidente della seconda commissione (Enti Locali, Governo del territorio), al termine della seduta speciale che si è svolta questa mattina nella sala consiliare del Comune di Balsorano.

Una riunione che è stata preceduta da una serie di sopralluoghi nei centri della Valle Roveto, interessati da numerose frane e smottamenti, provocati sia dal maltempo dei mesi scorsi, sia dal dissesto idrogeologico del territorio. Sono stati ascoltati in audizione sindaci e consiglieri comunali di Civitella Roveto, Balsorano, Morino, Canistro, Civita D’Antino e Castellafiume, oltre ai Consiglieri provinciali Mauro Rai e Giovanni Tuzi.

«E’ una valle meravigliosa – continua il presidente della seconda commissione Luca Ricciuti – sicuramente uno dei territori più interessanti della ‘Regione Verde d’Europa’. Sono però necessari interventi urgenti per la messa in sicurezza e per scongiurare disagi che possono provocare seri rischi per i cittadini: penso, a esempio, ai Comuni che si affacciano sulla superstrada, che spesso d’inverno rimangono isolati a causa proprio delle frane».

La Commissione, nei prossimi giorni, rimetterà una dettagliata relazione al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, che provvederà a trasmetterla a tutti i Consiglieri. «All’unanimità – aggiunge Di Pangrazio – è stato preso l’impegno a sostenere la programmazione prevista nel Piano d’area dei Comuni della Valle Roveto e della Valle del Liri (che sarà illustrata in un’altra seduta della Commissione, che sarà convocata all’Emiciclo e a cui parteciperanno i Sindaci rovetani), oltre a valutare l’applicazione di parametri diversi per l’erogazione dei servizi nei Comuni montani, che non possono certo essere equiparati ai centri costieri».

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