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Terremoti, a scuola di reti sismiche

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Al via nella sede centrale dell’Ingv un corso di due giorni per aggiornamenti e test della strumentazione sismica mobile.

«L’uso di questi strumenti – spiegano i ricercatori attraverso su post sul blog [i]Ingv Terremoti [/i]- è fondamentale per noi sismologi in quanto essi forniscono informazioni utilissime sulle caratteristiche delle faglie attive, sulla struttura della crosta e del mantello, sull’andamento spazio-temporale della sismicità durante le sequenze sismiche. Avere il personale sempre aggiornato e pronto a intervenire in caso di crisi sismiche o di esperimenti mirati è molto importante per la rapidità di intervento e per l’efficacia dell’esperimento».

{{*ExtraImg_138759_ArtImgRight_300x198_}}Il corso prevede una prima sessione in sala convegni con varie presentazioni sugli aspetti tecnici di acquisizione e trasmissione dei dati e alcune prove pratiche nell’area intorno all’istituto.

Nel pomeriggio del 28 maggio nell’ambito del corso, la cui organizzazione è stata curata da Lucia Margheriti, Milena Moretti e Aladino Govoni, sono state effettuate prove di installazione di diversi tipi di sismometri a larga banda e accelerometri, in varie configurazioni. Per simulare una vera installazione di un sismometro a larga banda, molto sensibile alle variazioni di tempertura e pressione, sono state scavate delle buche, costruite delle basi in cemento, avvolti i sismometri in sacchetti di plastica, riempite le buche con sabbia grossolana, ideale per drenare l’acqua in caso di pioggia ed evitare così l’allagamento del sensore e la perdita dell’orizzontalità.

Sono state poi sperimentate le modalità di collegamento con gli acquisitori sismici, verificando la funzionalità della registrazione, il corretto funzionamento dei sensori triassiali, sia quelli a larga banda che gli accelerometri, la ricezione dei segnali Gps per la sincronizzazione e il posizionamento della stazione sismica.

Tutti i partecipanti hanno installato gli strumenti, dialogato con le stazioni sismiche tramite i palmari, discusso sul campo dei problemi che si presentano in fase di acquisizione e di scaricamento dei dati. All’esercitazione hanno partecipato i sismologi, tecnologi e tecnici delle sezioni Ingv di Roma, Catania, Napoli, Milano, Ancona e Grottaminarda, dell’INOGS, del DipTeRIS dell’università di Genova e della Fondazione Prato Ricerche.

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