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Ricostruzione: «La proposta D’Amico-De Matteis non è percorribile»

«Rispetto la lunga esperienza maturata da D’Amico e De Matteis all’interno delle istituzioni, ma la loro proposta di dirottare una anticipazione di parte delle risorse destinate alla ricostruzione dell’Emilia Romagna per L’Aquila attraverso, come dicono, un semplice emendamento all’articolo 3 bis del Decreto 95 è tecnicamente molto complessa e politicamente di difficile praticabilità». Lo ha dichiarato il responsabile regionale IdV Alfonso Mascitelli, che nella precedente legislatura ha svolto per cinque anni le funzioni di capogruppo in Commissione Bilancio al Senato.

«L’articolo che vorrebbero emendare – ha spiegato Mascitelli – ha criteri e modalità attuative ben definiti in un Protocollo di intesa che il Ministero dell’Economia ha già sottoscritto con ben tre regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, le quali hanno a loro volta attivato specifici provvedimenti, in coerenza con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Questo significa che la proposta non è tecnicamente riducibile ad una semplice variazione di destinazione di finalità e di cassa, sulla base della garanzia di 450 milioni annui che lo Stato si impegna a dare alla Cassa Depositi e Prestiti».

«Se a questo – continua Mascitelli – poi si aggiunge che le due regioni governate dalla Lega farebbero barricate contro lo spostamento, anche temporaneo, di risorse al sud, ci si rende conto che è un percorso difficile la strada di agganciare il destino della ricostruzione dell’Aquila a situazioni già definite e codificate. La proposta è invece interessante solo perché traccia e conferma l’unico metodo per il reperimento di risorse certe ossia un nuovo mutuo a garanzia dello Stato con la Cassa Depositi e per quanto riguarda la copertura finanziaria questa si può individuare o con l’emissione di titoli come è stato fatto indirettamente per i 4 miliardi dati al Monte dei Paschi, o con una riduzione delle spese di bilancio rimodulabili, secondo il vecchio programma dell’ex ministro Giarda».

«E’ del tutto evidente – conclude Mascitelli – che il problema investe una questione esclusivamente di volontà politica. I partiti nazionali che sostengono questo governo delle larghe intese non possono avere alibi e il sindaco Cialente fa bene a manifestare la sua rabbia a nome dei cittadini aquilani, ma non va fatto l’errore di lasciarlo solo».

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