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Criminalità, Alfano: «Rafforzare sicurezza urbana»

Gli omicidi di ieri a Roma, quelli di Bari dello scorso 19 maggio, la strage a picconate a Milano dell’11 maggio. Al Viminale c’é preoccupazione per la situazione dell’ordine pubblico e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nei giorni scorsi, ha inviato rinforzi a Milano (140 unità) e a Bari (146) per «dare il concreto segnale che lo Stato c’é».

Ora si prepara ad una strategia più ampia, a livello nazionale, in collaborazione con i sindaci, per rafforzare la sicurezza urbana attraverso il potenziamento del controllo del territorio. Tra le ipotesi c’é quella di ridare il potere di ordinanza in materia di sicurezza ai sindaci (un cavallo di battaglia dell’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni), stoppato nel 2011 da una sentenza della Corte Costituzionale.

Oggi c’é stata una prima riunione al Viminale tra Alfano, il ministro delle Autonomie Graziano Delrio, il presidente dell’Anci, Alessandro Cattaneo ed il vicecapo della polizia vicario, Alessandro Marangoni. L’incontro, ha fatto sapere il ministero dell’Interno, «nasce dall’esigenza di potenziare un sistema integrato di controllo del territorio, mirato a prevenire e punire i reati più diffusi, come quelli predatori, e tutelare la convivenza pacifica nei luoghi pubblici».

Cattaneo, da parte sua, ha anticipato che «il Governo agirà già dal prossimo giugno sul fronte della sicurezza urbana, con risposte concrete in termini di quantità e qualità di presenza del personale delle forze dell’ordine sui territori».

Il presidente dell’Anci ha espresso soddisfazione perché «é stata condivisa la richiesta dei sindaci di avere strumenti e risposte immediate sul tema della sicurezza: da qui la disponibilità ad agire già dal prossimo giugno, mettendo in campo anche interventi normativi ed esperienze innovative, che verranno definite in un ulteriore incontro da qui a pochi giorni». Alfano ha anche espresso, ha riferito Cattaneo, «la volontà di consolidare l’esperienza positiva che ha portato alla stagione delle ordinanze, immaginando linee guida condivise tra ministero e sindaci, da inserire all’interno dei regolamenti delle polizie locali, in modo da massimizzare l’efficacia del contrasto alla criminalità».

Si torna a discutere, dunque, di ‘sindaci-sceriffi‘. Dal 2008, quando Maroni introdusse il potere d’ordinanza in materia di sicurezza, ci fu un fiorire di interventi a tutto campo da parte dei primi cittadini, dai divieti anti-accattonaggio a quelli contro le ‘lucciole’, ma con le ordinanze si diffusero anche i ricorsi contro i ‘superpoteri’ assegnati ai sindaci e proprio accogliendo uno di questi ricorsi, nel 2011 la Consulta definì illegittime le ordinanze; serve una legge. Maroni aveva cominciato a lavorare ad una proposta legislativa per reintrodurre i poteri di ordinanza nella cornice definita dalla Corte Costituzionale, ma poi il governo Berlusconi cadde e non se ne fece niente. Oggi la discussione torna d’attualità.

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