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L’Aquila schiacciata dalla confusione normativa

«Prioritariamente appare opportuno evidenziare che la debolezza degli interventi», predisposti nei 4 anni che ci separano dal terremoto dell'Aquila, «va ricercata anche nella confusione normativa che è derivata dalla sovrapposizione di legislazione ordinaria nazionale, regionale e provvedimenti ministeriali e comunali che di fatto hanno legittimato un elevato livello di indeterminatezza delle procedure degli interventi stessi, creando una conflittualità tra enti e soggetti deputati e di conseguenza, in taluni casi, ad una vera e propria impasse operativa». E' quanto si legge in un ordine del giorno presentato dai senatori Giampiero Dalla Zuanna, Aldo Di Biagio e Maurizio Rossi di Scelta Civica.

L'Odg, domani nelle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato, prosegue sottolineando che «la gestione dell'emergenza e i provvedimenti che sono stati predisposti oltre a recare limitati approcci risolutivi, hanno definito uno scenario complesso sotto più profili nel quale si sono insediate sacche di illegalità e limitata funzionalità operativa».

A questo fine e per rendere più veloce l'opera di ricostruzione, l'Odg raccomanda di superare le «sovrapposizioni normative attualmente esistenti, segnatamente sul fronte delle erogazioni delle risorse per gli interventi di ricostruzione» e «impegna il Governo ad adottare tempestivamente le opportune iniziative volte a predisporre il testo unico di cui al comma 2 dell'articolo 67-quinquies della legge 134 del 2012 al fine di consentire una riorganizzazione, urgente ed efficiente, del quadro normativo attualmente vigente in materia che consenta il superamento dei limiti normativi, organizzativi e procedurali attualmente esistenti».