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Ecco come salvare l’orso marsicano

«Realizzazione di sovrappassi e sottopassi stradali, sensibilizzazione ed educazione di automobilisti e cittadini, oltre alla lotta al bracconaggio». Il commissario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), Giuseppe Rossi, sintetizza così le azioni da portare avanti per tutelare l’orso marsicano, specie a rischio, soprattutto in seguito all’incidente in cui, lo scorso 25 aprile, ha perso la vita un esemplare maschio, tra i tre e i quattro anni dopo essere stato investito da un’automobile, lungo l’autostrada A24, nei pressi dello svincolo per Tornimparte (L’Aquila), al confine tra Lazio e Abruzzo, in un’area distante circa 100 chilometri dal Parco.

Attualmente le stime parlano di un numero di orsi che va da 47 a 61 unità, oltre agli esemplari in dispersione, difficili da monitorare.

«Abbiamo già contattato la società che gestisce l’autostrada in questione, Strada dei Parchi Spa – spiega Rossi – con l’obiettivo di aumentare la sicurezza degli orsi, magari realizzando dei sottopassi o dei sovrappassi».

E dall’analisi del web e dei dati, come interconnessione di reti, arriva lo strumento per capire lo spostamento degli orsi. Si tratta di uno studio avviato in Abruzzo dove, il Polo analisi delle reti dell’università G. D’Annunzio Chieti-Pescara, nato all’interno del Laboratorio di intervento sociale coordinato da Ezio Sciarra, sta studiando il fenomeno degli spostamenti degli animali.

«In particolare per gli orsi – sottolinea Marco Santarelli, membro del Polo – gli spostamenti, se pur in un parco libero, si trasformano in reti, in infrastrutture critiche e come tali devono essere trattate e analizzate per limitare e scongiurare altri incidenti».

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