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Riciclaggio di oro, arrestato ex assessore

Nuovo arresto per l’ex assessore di Tagliacozzo, Nino Zangari. È indagato, insieme a Gianni Lapis, ex commercialista di Vito Ciancimino (fu sindaco di Palermo, arrestato per mafia), nell’ambito della maxi-operazione della Finanza che ha portato all’esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 12 ordinanze di arresti domiciliari e 85 perquisizioni.

L’ex assessore del Comune marsicano è rimasto coinvolto nell’inchiesta su un presunto riciclaggio di denaro e di oro che vede tra gli indagati anche un magistrato in servizio al Tribunale amministrativo del Lazio e un noto tributarista palermitano. In alcune intercettazioni si fa riferimento a qualcosa come 100 tonnellate d’oro. In una telefonata Zangari informa Lapis che «dalla dogana di Dubai non si possono far uscire più di 300 chili alla settimana». In un’altra Lapis dice a un coindagato che «queste cento tonnellate di oro saranno prelevate ad Hong Kong».

A Roma sarebbero finiti in manette anche due carabinieri. Nell’inchiesta per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e abusiva attività finanziaria, diretta dalla Procura di Palermo, sarebbero coinvolti anche commercialisti e funzionari di banca. L’inchiesta della Finanza avrebbe portato alla scoperta di un’organizzazione che riciclava denaro sporco. L’operazione sarebbe avvenuta anche con un infiltrato. Come nome di copertura aveva scelto Luca Di Lauro: per mesi un finanziere della Valutaria di Roma ha sfruttato la falsa identità per infiltrarsi in una organizzazione criminale che avrebbe cercato di riciclare decine di milioni di euro.

Un business a sei zeri, quello della banda, scoperto dalla Finanza, coordinata dalla magistratura siciliana, che ha arrestato 34 persone e sequestrato 11 milioni: insospettabili come un giudice del Tar del Lazio, due carabinieri e funzionari di banca e vecchie conoscenze degli investigatori come il tributarista Gianni Lapis, ex commercialista di Ciancimino.

La mente dell’organizzazione sarebbe stata proprio Lapis. Zangari in passato era rimasto coinvolto nell’inchiesta “Alba d’oro” legata, secondo l’accusa, al tesoro di Ciancimino. I beni riciclati, secondo l’antimafia, finirono anche in Abruzzo, nella Marsica, nei settore gas e turismo. I soldi erano legati agli appalti della società Gas, secondo i pm di Palermo Nino Di Matteo, Sergio Demontis, Paolo Guido e all’ex procuratore aggiunto Antonio Ingroia, sarebbero serviti per pagare politici di tutti gli schieramenti. Il prestanome delle quote dell’ex sindaco era, sempre secondo l’inchiesta, proprio Lapis.

Provenzano e Ciancimino secondo i pm erano arrivati a Tagliacozzo attraverso la società palermitana che gestiva la rete del gas del comune abruzzese. I 120 milioni della vendita della società sarebbero poi stati reinvestiti in Romania, Belgrado e forse anche nell’Alba d’oro srl, la società impegnata nella realizzazione della struttura ricettiva in una zona periferica del Comune. All’epoca finirono in manette Nino Zangari, ex assessore ai lavori pubblici, e i fratelli Augusto e Achille Ricci di 47 e 51 anni.

[i]Fonte: IlCentro[/i]

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