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Danni dei cinghiali, il 31 maggio la riunione

«Alcune delle problematiche che Camillo D’Amico ha sollevato nella sua missiva erano già a conoscenza dell’assessorato e degli uffici competenti. Per questo è stata convocata una riunione, per il prossimo 31 maggio, nel corso della quale se ne discuterà insieme a Province, Prefetture e Organizzazioni professionali» lo scrive in una nota l’assessore regionale alle Politiche agricole e alla caccia Mauro Febbo.

«Ci tengo a precisare però – continua l’assessore – che la competenza su questa tematica è delle Province e non certo della Regione che nell’ambito delle proprie funzioni sta facendo tutto il possibile. E’ chiaro che la situazione è critica anche in virtù del sempre crescente numero di cinghiali presenti sul territorio ed è necessario un’azione congiunta da parte di tutti gli attori. A questo proposito abbiamo già sollecitato un intervento da parte delle Province, che come D’Amico sa bene sono gli enti competenti, ad interventi mirati al contenimento delle popolazioni e di conseguenza a prevenire ove possibile i danni causati dai cinghiali».

«Tra l’altro – spiega Febbo – è bene ricordare che il 15% dei fondi che la Regione trasferisce alle Province per il rimborso dei danni stessi, secondo quanto stabilito dalla L.R.10/2013, deve essere destinato proprio agli interventi di prevenzione. In considerazione delle ridotte disponibilità di bilancio destinate a questo capitolo era stato previsto anche uno stanziamento tramite la Misura 2.1.6 del programma di sviluppo rurale, in favore di imprenditori agricoli singoli e associati. Tra gli interventi previsti c’erano quelli mirati alla conservazione della biodiversità ed alla coesistenza tra le attività agricole-zootecniche attraverso la realizzazione di recinzioni fisse ed elettrificate per la difesa delle colture e del bestiame dalla fauna selvatica: chiedo a D’Amico se è stata utilizzata a pieno questa opportunità? Io credo di no».

«Naturalmente – conclude l’assessore – trovo fuori luogo il riferimento alla provenienza della carne che si mangia nei ristoranti abruzzesi, ai controlli o alle questioni fiscali che certo non sono di competenza della Regione Abruzzo. Comunque ribadisco la massima disponibilità ad affrontare le problematiche già da subito nel corso della riunione di venerdì prossimo».

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