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Caserma Campomizzi, appello a Napolitano

La dismissione della caserma Campomizzi dal demanio militare, oppure un comodato d’uso almeno ventennale «di ampio respiro» che permetta di «ammortizzare le spese e garantire agli studenti universitari i servizi pubblici minimi garantiti». E’ la richiesta contenuta nella lettera che il Consiglio di amministrazione dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, che gestisce la residenza studentesca nella Campomizzi, invierà al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta con l’esplicita preghiera di farsi portavoce dell’istanza nei dicasteri competenti.

La decisione del Cda, adottata all’unanimità, è legata al documento di intesa firmato da sette ministeri, oltre che da Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila per la realizzazione di un «nuovo polo scolastico, culturale e sportivo dell’Aquila nella caserma “Rossi”, che così verrebbe dismessa. L’intero complesso della caserma “Campomizzi”, invece, rimarrebbe nella disponibilità del ministero della Difesa, compresa la residenza universitaria Campomizzi che l’Adsu gestisce con un comodato d’uso gratuito in scadenza nel 2015».

La struttura, dopo il sisma, è stata riqualificata con un investimento complessivo di 13,5 milioni di euro: oltre a ospitare 420 studenti, eroga 800 pasti al giorno.

«La cosa che preoccupa è che nell’accordo non c’è nessun riferimento a eventuali risorse finanziarie – commentano i componenti del Cda – è un accordo molto nebuloso. Vorremmo sapere in maniera chiara di cosa si sta parlando». «La Campomizzi – aggiungono – è già ben separata dal resto della caserma. La struttura che ospita gli studenti deve continuare a esistere, anche perchè non ci sono soluzioni alternative e dobbiamo pensare innanzitutto ai nostri ragazzi che dai giorni immediatamente successivi al tragico evento sismico richiedono almeno mille posti letto pubblici garantiti e a prezzi contingentati, rispetto a un sistema città-università che stenta a garantire nuovamente quei livelli di servizi che pur caratterizzavano il territorio e la sua economia».

«L’Adsu, ente strumentale della Regione Abruzzo, quale soggetto gestore dei servizi agli studenti universitari, con particolare riferimento a quelli bisognosi e meritevoli, rivendica un suo ruolo centrale rispetto a strategie volte a ipotizzare localizzazioni di strutture non funzionali con i poli universitari e con sistemi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano», spiegano ancora i componenti del Cda.

L’azienda coglie l’occasione per «sollecitare il presidente della Regione, Gianni Chiodi, quale proprietario delle strutture date in comodato d’uso all’Adsu stessa (Casa dello studente di via XX settembre, Polifunzionali di Coppito e Roio) affinchè questi immobili siano posti tra le priorità da recuperare e rifunzionalizzare al fine di garantire un ritorno a una ‘normalita” ante sisma».

In questo senso, l’Adsu «auspica che il nuovo governo assicuri ogni più ampia collaborazione e disponibilità a reperire le relative somme necessarie che pur erano state annunciate dal ministero dell’Istruzione nei giorni immediatamente successivi al 6 aprile 2009».

Il documento che verrà inviato a Napolitano e Letta è stato sottoscritto da tutti i membri del Cda: due rappresentanti dell’università, le professoresse Rita Roncone e Maria Teresa Todisco, due rappresentanti degli studenti, Marco Taraborelli e Andrea Fidanza, quattro componenti del Consiglio regionale, Francesco Iritale, Tonio De Amicis, Cesidio Chiarilli e Abramo Frigioni, e il presidente, Francesco D’Ascanio.

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