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Stop agli emendamenti ‘salva L’Aquila’

di Antonella Calcagni

La commissione Bilancio del Senato nel pomeriggio ha detto no agli emendamenti salva-L’Aquila. Bocche cucite nella tarda serata. Distrutta, la senatrice Stefania Pezzopane si limita a dire, per sms, ne parliamo domani. Il sindaco Massimo Cialente a domanda precisa, sempre per sms risponde: «C’è ancora spazio, ma è una guerra». Fine delle trasmissioni.

Prima della seduta della commissione era sembrata più cauta del solito la senatrice Pezzopane: «E’ un miracolo se riusciamo a portare a casa il miliardo e 400 milioni per L’Aquila e il cratere». Come un gendarme la senatrice presidia da giorni l’aula di palazzo Madama. Porta il conto degli emendamenti presentati in sede di conversione del decreto Emergenze, la cui discussione è cominciata oggi, mentre gli articoli 7 e 8, quelli che riguardano il sisma aquilano, sono stati rinviati proprio in attesa della valutazione della Commissione Bilancio che nel pomeriggio ha detto no. Il decreto, invece, è stato calendarizzato di nuovo per il 28 maggio alle 16.30.

«Formalmente – aveva spiegato la Pezzopane prima della commissione Bilancio – sono stati ammessi tutti gli emendamenti. Ritengo che comunque ci sia la buona volontà del Governo e della altre commissioni che avrebbero potuto stoppare già gli emendamenti». In tutto erano circa 35: 20 del Pd presentati dalla senatrice Pezzopane, 15 di Sel, 2 della Pelino del Pdl e uno della Chiavaroli sempre Pdl. Cinque quelli del Movimento 5 Stelle presentati da Enza Rosetta Blundo che in queste ore si è attirata l’ira dei cittadini e del sindaco Cialente che l’ha definita una iattura per la città. «Sono sconcertata – aggiunge sulla questione la senatrice Pezzopane – Quando è stato il momento di presentare i testi la Blundo si è rifiutata di lavorare insieme e ora tira fuori dal cilindro modifiche al decreto che sono penalizzanti per L’Aquila. Non è un atteggiamento utile per la città. Dobbiamo mostrarci uniti altrimenti rischiamo di non essere presi sul serio. Non possiamo permetterci cavalli di Troia». C’è perfino chi come il parlamentare del Pdl Vincenzo Gibiino «approfitta degli articoli per il terremoto dell’Aquila per inserire norme sulle macerie in generale».

«In questi giorni sto parlando con tutti dal premier Letta, al vice ministro Bubbico, Franceschini e i presidenti di commissione». La Pezzopane non si sbilancia, anche perché a complicare la situazione delle emergenze c’è anche la sciagura del porto di Genova. «Ovviamente i liguri hanno presentato il loro pacchetto di emendamenti in sede di conversione del decreto Emergenze» conferma la Pezzopane, altri soldi che se ne andranno.

«Bisogna avere fiducia nel lavoro di ricognizione che gli uffici stanno conducendo – spiega – Almeno in questi giorni è necessario mostrarci uniti. Trovo piuttosto singolare il ricorso annunciato dalla minoranza in Consiglio comunale, anche perché è su un decreto che non c’è ancora. Anzichè concentrarsi a contribuire alla battaglia in Senato si pensa ad altro».

Il Pd aquilano intanto aveva lanciato un appello affinché gli emendamenti del Pd diventassero patrimonio di tutti gli italiani. Invece ora contro il muro della commissione Bilancio si infrangono le speranze degli aquilani. Non avere il miliardo per L’Aquila significa rinunciare ad aprire i cantieri dell’asse centrale. Comincerà ora la trattativa con il governo, come si fa con i marocchini del souk. Chissà quanto si riuscirà a portare a casa. Certo è non tutto il “cucuzzaro”.

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