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«Mettere in rete le università abruzzesi»

«Mettere in rete le tre università abruzzesi, come ha ipotizzato il rettore di Teramo, Luciano D’Amico, è un progetto condivisibile, ma soprattutto finalizzato a raggiungere un sogno: istituire un unico sistema universitario regionale con oltre 70 mila studenti». Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, a margine dei lavori del focus “[i]La sfida dell’Abruzzo[/i]”, che si è svolto oggi a Teramo.

«Sono convinto – ha aggiunto – che bisogna unire le forze e le peculiarità dei tre atenei abruzzesi per battere le difficoltà, creando partnership strategiche, con l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa e contaminare positivamente l’intero territorio. Produrre cultura attraverso lo studio e la ricerca significa restare competitivi e attrattivi in un momento di forte crisi del sistema economico. E le tre università abruzzesi hanno tutte le carte in regola per poter fronteggiare tutti gli ostacoli e cogliere gli elementi di innovazione per dare una prospettiva diversa all’Abruzzo e al suo comparto produttivo».

Sul tema delle università abruzzesi oggi è intervenuto anche il governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi.

«Sentire parlare di 70 mila studenti nelle tre università abruzzesi è per me il segno di un cambiamento e di un diverso clima in questa regione», ha detto Chiodi sempre in occasione del convegno, “Focus Ripresa: la sfida dell’Abruzzo”. «Non a caso – ha aggiunto – stanno cambiando o sono cambiati i tre rettori, che erano interpreti del passato e di un sistema che non poteva più reggere, essendo basato sulla cura degli orticelli e dei territori». «Ora ci sono rettori giovani che si stanno dando da fare per una nuova prospettiva all’Abruzzo – ha concluso Chiodi – In tal senso non avevo mai sentito un rettore parlare di 70 mila studenti nelle tre università».

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