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Truffa Vip, oltre 200 parti civili

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Ben 224 risparmiatori si sono costituiti parte civile nel procedimento a carico di tre funzionari dell’agenzia 1 di Corso Vittorio Emanuele della Cassa di Risparmio dell’Aquila, a Roma, utilizzata dal consulente finanziario Gianfranco Lande, l’ideatore della maxitruffa a un migliaio di clienti della capitale, per portare avanti l’attività di investimento e di raccolta del denaro senza temere controlli.

Su richieste delle stesse parti civili, il gup Maddalena Cipriani ha disposto la citazione come responsabile civile della stessa Carispaq. Bocciata, invece, l’analoga richiesta avanzata nei confronti Consob e Bankitalia.

Sotto accusa per abusivismo finanziario c’è Maria Gabriella Valentini, responsabile dell’agenzia dal 2000 al 2006: con il suo operato avrebbe consentito l’effettuazione di movimentazioni finanziarie di ingentissimo valore, pari a non meno di 65 milioni di euro sia in entrata che in uscita (e riconducibili a Lande e all’ex amministratore della Eim, Roberto Torregiani), in assenza di plausibile giustificazione economica, in relazione a «non autorizzate» attività di investimento mobiliare e di gestione portafogli.

Roberto D’Alessandro, capo della filiale dal 2006 al 2009, e il successore Marco Maddalena rispondono, invece, di «mancato adempimento dell’obbligo di identificazione della clientela»: secondo l’accusa, avevano conservato, tra l’altro, la classificazione di «società non finanziaria», sebbene nei documenti predisposti dalla banca e nelle dichiarazioni rese da Lande fosse emerso lo svolgimento di un’attività di gestione di portafogli e quella di «società non residente», così assecondando l’attestazione dello stesso Lande, pur conoscendo la sussistenza di più sedi operative a Roma.

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