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Patto Sviluppo, Pd: «Non condividiamo la farsa di Chiodi»

«Fare parte del Patto non significa condividere la farsa di Chiodi , la grande bugia sulle infrastrutture». Lo afferma Camillo D’Alessandro, capogruppo del Pd in Regione, commentando l’assenza del Partito Democratico oggi pomeriggio al tavolo del Patto per lo Sviluppo, in riferimento al primo punto all’ordine del giorno relativo alla “Intesa Generale Quadro infrastrutture tra Governo e Regione Abruzzo”.

«Partecipare oggi – riprende D’Alessandro – significava rendere credibile una bugia, la grande bugia di Chiodi, quella reiterata per quattro anni, quella sulle infrastrutture promesse, dai sei miliardi del 2009 ai molto pochi di oggi».

«Avevo scritto una lettera, senza avere risposta – fa sapere l’esponente del PD – con la quale chiedevo chiarezza sul punto perché il Patto non può trasformarsi nella sede delle bugie. Se si fanno le cose serie noi ci stiamo, altrimenti le lasciamo alla disperazione degli argomenti di un Presidente a fine mandato».

«Esattamente il 28 maggio del 2009 – ricorda D’Alessandro nella lettera indirizzata ai Componenti del Patto – il Governatore della Regione Abruzzo dava comunicazione della famosa sottoscrizione dell’atto aggiuntivo alla Intesa Generale Quadro sulle infrastrutture comunicando, con tanto di stampa a seguito, accorsa a Roma per immortalare la firma dell’accordo con l’allora presidente Berlusconi, la disponibilità per l’Abruzzo di 6 miliardi di euro per la realizzazione di infrastrutture di varia natura prevedendo, addirittura, opera per opera un cronoprogramma per la realizzazione dei lavori».

«Sono passati quattro anni. Se le opere allora previste sono state realizzate – ironizza D’Alessandro – devo confessare che non me ne sono accorto e, dunque, sarebbe del tutto inutile la mia presenza alla riunione convocata. Se, al contrario, quelle opere non sono state realizzate ma trattasi di una riproposizione delle stesse opere con circa l’85% in meno di risorse previste, ma le cui disponibilità appaiono molto simili a quelle precedenti, ovvero sulla carta, allora preferisco certamente la prima dotazione di 6 miliardi, rispetto alla seconda».

«Anche l’ultimo annuncio sulle infrastrutture – conclude D’Alessandro – quello di meno di un milione dopo i sei promessi, rappresenta un’altra bugia, non ci sono fondi, ma solo pezzi di carta. L’Abruzzo non ha bisogno di pezzi di carta. Sono certo che le parti sociali rappresentino ai loro iscritti ed associati la verità altrimenti sarebbero complici della grande bugia».

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